Woke e cancel culture: abiura o rebranding?
Dopo le dichiarazioni di Alexandria Ocasio-Cortez - “Woke 1 was crazy” - in Italia il centrosinistra cerca di scrollarsi di dosso l’etichetta di woke e ammette l'esistenza della cancel culture, finora negata o minimizzata. Ma nulla induce a pensare che l’attuale distacco sia concreto. Esso appare soprattutto un rebranding comunicativo-elettorale, non un vero abbandono dei principi di teoria critica della razza e intersezionalità. Nonostante le abiure pubbliche, il fenomeno continua a operare in Italia e in Occidente, quindi non bisogna abbassare la guardia.








