CDU: il centro tedesco è il grande malato d’Europa
Nelle elezioni locali del 2026 l’AfD si è imposta, mentre la CDU è uscita per la prima volta da un parlamento di un Land e ha subito anche altrove forti perdite. Questo crollo è l'acme di un lungo declino della CDU avviato dalle grandi coalizioni di Merkel e soprattutto dalla politica delle porte aperte del 2015, che ha spostato l’elettorato conservatore verso l’AfD. La svolta a destra di Merz si è rivelata solo di facciata (nuova grande coalizione con la SPD e frontiere comunque aperte), lasciando la CDU senza spazio politico, a rischio di scissione e di riduzione a piccolo partito centrista, con conseguenze anche a livello europeo.
La crisi dei presupposti dell’Unione Europea: tesi e bilancio
L’ordine post-1989 dell’UE poggia su tre pilastri ormai in crisi: la “fine della storia”, l’unipolarismo americano e la fiducia nei mercati autoregolantisi. Questi presupposti si sono rivelati illusori con il ritorno della guerra, la multipolarità e i limiti empirici del neoliberismo. L’Europa deve quindi ripensare in tempi stretti sicurezza, autonomia strategica e paradigma economico costruiti per un mondo che non esiste più.
La guerra dal basso. Deterrenza, decentralizzazione e adattamento strategico nel conflitto russo-ucraino (2022-2026)
Il conflitto russo-ucraino (2022-2026) è il principale laboratorio della guerra digitalizzata e un severo test per la teoria strategica. I classici (Clausewitz, Schelling, Kahn) restano validi ma vanno aggiornati: campo di battaglia più trasparente e livello tattico più influente. La deterrenza è frammentata e la NATO ha usato soprattutto quella “per negazione indiretta” tramite armi all’Ucraina. L’escalation non è più lineare e la strategia emerge dal basso, dalle realtà tattiche decentrate. Per Italia e NATO mantenere le vecchie strutture di comando e cultura militare creerebbe uno svantaggio strutturale.
Intelligenza artificiale e matematica: l’UE non può limitarsi a regolamentare l’innovazione degli altri
L’IA di OpenAI ha scoperto nuovi risultati matematici verificabili formalmente col linguaggio LEAN. Ogni risultato ha richiesto mediamente poche ore di calcolo e apre prospettive per ricerca e innovazione. Per Europa e Italia è un’opportunità, ma servono più investimenti e meno burocrazia per non restare indietro.
Saturazione, droni e… volontà. Così l’Iran è in vantaggio nella Terza Guerra del Golfo
Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti lanciano l’Operazione Epic Fury contro l’Iran, avviando la cosiddetta Terza Guerra del Golfo, la più vasta campagna militare americana in Medio Oriente dal 2003. Nonostante la schiacciante superiorità tecnologica americana, Teheran sta ottenendo un successo strategico grazie a una guerra d’attrito basata su volontà politica, difesa a mosaico, saturazione con armi economiche e resilienza del sistema nel suo complesso. Il conflitto dimostra che, nella guerra moderna, logorare le riserve e la determinazione del nemico può contare più della mera superiorità convenzionale.
Elezioni in Israele: scenari di governo ed effetti strategici per l’Italia
Le elezioni israeliane del 27 ottobre 2026 oppongono la coalizione di centro-destra di Netanyahu (Likud e alleati religiosi-nazionalisti, linea dura su Hamas, Iran e insediamenti) al blocco di opposizione guidato da Gadi Eisenkot (riforme interne, servizio militare universale e separazione strategica dai palestinesi). I sondaggi risultano discordanti e lasciano i partiti arabi come possibili ago della bilancia per i 61 seggi. Per l’Italia una vittoria di Netanyahu prospetta una continuità politica ma anche rischi di escalation in Libano, minacce a UNIFIL e possibili flussi migratori, mentre un governo Eisenkot introdurrebbe incertezze dovute a minore contiguità ideologica e instabilità politica.





