Cina. Le faglie interne del Dragone
La Cina si presenta come una potenza unita e centralizzata sotto il Partito Comunista, ma nasconde profonde divisioni interne, in particolare la storica frattura tra Nord e Sud, differenti per clima, cultura, lingua ed economia. Mentre il Nord mantiene il primato politico e istituzionale, il Sud è diventato il motore economico del Paese, producendo il 65% del PIL grazie a un modello più dinamico e orientato al commercio. Il concetto tradizionale di Tianxia (“tutto sotto il cielo”) e le recenti politiche di Xi Jinping, come la legge sull’unità etnica del 2026, cercano di superare queste divisioni attraverso una forte centralizzazione e assimilazione culturale, pur rischiando di comprimere le diversità interne.
Il 25 aprile, la memoria e l’«uso pubblico della Storia» (parte 2)
Il fascismo non fu la cosiddetta "invasione degli Hyksos", anzi rappresentò un'esperienza collettiva dai risultati durevoli anche nelle istituzioni postbelliche. Più che la repressione, il fascismo ottenne la collaborazione degli italiani col consenso e la partecipazione attiva alla vita del Regime e alle sue guerre, tanto che anche dopo il 1943 molti si arruolarono nella RSI. Per ricucire la storia e dare anche al 25 una dimensione nazionale occorre riconoscere una memoria più complessa e rispettosa, che includa le esperienze vissute da milioni di italiani al fine di ricomporre una vera identità.
Il caso Dubai. Dal tracking urbano al cloud orbitale, lo spazio è superficie d’attacco geopolitica
Aggiornato all’11 maggio 2026, il quadro disponibile mostra che la vulnerabilità spaziale non riguarda più soltanto la possibilità di distruggere un satellite, ma la tenuta complessiva delle funzioni che lo spazio abilita sulla Terra. Comunicazioni, navigazione, sincronizzazione temporale, ISR, logistica marittima, mobilità urbana, cloud, AI analytics e comando militare stanno entrando nello stesso perimetro di rischio. La guerra non si sta semplicemente estendendo allo spazio: sta trasformando lo spazio in un layer funzionale della competizione geopolitica multi-dominio.
Il 25 aprile, la memoria e l’«uso pubblico della Storia» (parte 1)
Il 25 aprile 2026 si conferma una data ancora fortemente divisiva. Alla base di questa mancata condivisibilità, la costruzione di una «memoria pubblica» antifascista, selettiva e politicamente orientata, che ha prevalso sulla storiografia e ha esaltato il ruolo della Resistenza minimizzando quello degli Alleati ma anche il vissuto dell'Italia pre-25 aprile 1945. Questa narrazione ha creato un «fascismo mitico» utile a legittimare uno spostamento a sinistra della politica italiana, ma ha ostacolato una memoria condivisa e una vera pacificazione nazionale.
Machiavelli nel Novecento: il “Principe moderno” nella lettura di Gramsci
Gramsci rilegge Il Principe di Machiavelli non come manuale di potere individuale, ma come testo fondativo per la costruzione di una volontà politica collettiva. Nel “Principe moderno” gramsciano, il principe machiavelliano diventa un organismo collettivo (il partito) capace di unire forza e consenso per creare egemonia. Questa interpretazione trasforma Machiavelli in un pensatore della politica di massa, della prassi e della pedagogia politica moderna.
Il modello di una “salute globale”: limiti, rischi e alternative possibili
La globalizzazione punta a centralizzare il potere decisionale sulla sanità, promuovendo una standardizzazione mondiale di modelli vaccinali attraverso OMS e fondazioni private di "filantropi". Dalla ridefinizione di “pandemia” alla modifica della definizione di “vaccino” si è imposto un approccio dogmatico su scala globale, con risultati controversi e inquietanti sia per il morbillo che per il Covid. E' invece auspicabile un ritorno alla sovranità nazionale in materia sanitaria, come sta facendo l’amministrazione americana con l’uscita dall’OMS e il rifiuto del Trattato pandemico.





