La politica dei porti aperti della coalizione giallo-fucsia persegue con determinazione una sconcertante rieducazione politica in senso globalista del popolo italiano. I Dicasteri chiave, assegnati ad elementi veterocomunisti o liberal-settari, attuano un’azione politica tendente all’erosione dei diritti sovrani dello Stato a favore di un’Unione Europea orientata a perseguire i soli interessi franco-tedeschi. In attesa che vada al governo una formazione politica in grado di assicurare la cosiddetta “strategia diretta” attraverso una politica della fermezza e del buon senso, vale la pena ricordare che l’Italia in quanto Nazione è un organismo politico ed economico nel quale si realizza il suo popolo con i suoi caratteri politici, civili, religiosi, linguistici, etici e culturali.

La Nazione ha vita, volontà e fini superiori – per potenza e durata – a quelli dei singoli individui ovvero alle varie realtà che in ogni tempo ne fanno parte. Le autorità al governo devono adoperarsi in primis alla tutela dei valori e dei diritti dei cittadini, in armonia con quelli degli altri popoli, riconoscendo la centralità dei loro legittimi fabbisogni di vita, sicurezza, benessere, sviluppo morale e culturale. Gli italiani si realizzano contribuendo al raggiungimento di obiettivi specifici quali, in particolare, la conservazione della libertà. Se negli obiettivi del Governo non compare la tutela della sovranità dello Stato, sarà difficile conservare la libertà.

La sovranità è infatti direttamente proporzionata alla capacità dello Stato di conservare la libertà tutelando gli interessi del suo popolo. Detti interessi sono rappresentabili secondo le loro caratteristiche vitali, strategiche o contingenti. Gli interessi vitali sono l’autoconservazione del popolo, la sua autodeterminazione – anche elettorale – l’integrità e la sovranità territoriale, l’inviolabilità dei propri confini. Un interesse vitale è anche la sicurezza intesa nel senso più ampio del diritto alla pace ed alla sicurezza globale, non attinente solo a quella militare, ma anche all’ordine pubblico, allo sviluppo socio-economico, alla giustizia sociale, alla sicurezza ambientale ed energetica. Seguono gli interessi strategici, cioè l’insieme di utilità e valori di natura morale o materiale, di primaria importanza. La mancata tutela di essi, pur non compromettendo l’esistenza della Nazione, potrebbe minarne lo sviluppo. La stabilità e la sicurezza in Libia, il raddoppio del Canale di Suez, l’economia basata sul turismo sono esempi di interessi strategici per l’Italia. Gli interessi contingenti sono invece costituiti dall’insieme di risorse e valori legati ad una determinata situazione: la lotta all’immigrazione clandestina è un interesse contingente che, se non tutelato adeguatamente, può diventare un interesse strategico.

Nell’ambito del dinamismo politico dello Stato – basato sul compromesso tra aspirazioni nazionali e risorse disponibili – prendono forma gli interessi nazionali dai quali dipende la sovranità di uno Stato e quindi la libertà del suo popolo. La politica nazionale non può che essere la risposta allo scenario strategico che riflette il giudizio del popolo su cosa sia necessario e possibile fare nel perseguire i suddetti interessi nazionali. Nelle responsabilità della politica rientra conseguentemente l’individuazione delle minacce alle quali detti interessi sono esposti, cioè di appropriate risposte rivolte alla neutralizzazione delle stesse. In definitiva, le linee d’azione da intraprendere ai fini del conseguimento di obiettivi connessi con la salvaguardia degli interessi nazionali. Le deliberazioni del Governo determinano l’insieme delle scelte in materia di sicurezza nazionale dal quale prende forma il discendente quadro delle strategie e degli obiettivi da perseguire, in pratica il futuro dell’Italia e dei nostri figli.


Nicola De Felice, Ammiraglio di Divisione (ris.), è Senior Fellow del Centro Studi Machiavelli.

Nicola De Felice

Senior Fellow del Centro Studi Machiavelli. Ammiraglio di divisione (ris.), già comandante di cacciatorpediniere e fregate, ha svolto importanti incarichi diplomatici, finanziari, tecnici e strategici per gli Stati Maggiori della Difesa e della Marina Militare, sia in Patria sia all’estero, in mare e a terra, perseguendo l'applicazione di capacità tese a rendere efficace la politica di difesa e di sicurezza italiana.