di Nicola De Felice

Le intenzioni del Ministro Lamorgese di cancellare i Decreti Sicurezza di Salvini e le avventate affermazioni della Chiesa Evangelica tedesca – sostenuta dalla Comunità Episcopale Italiana – fanno capire come il problema dell’immigrazione clandestina sia di nuovo la questione della prossima estate italiana.

Nel 2020 e sino al 31 maggio sono sbarcati in Italia 5.119 “naufraghi a pagamento” contro i 1.568 dello stesso periodo del 2019 (più che triplicati). L’inesistente politica estera italiana sta permettendo il flusso incontrollato soprattutto dalla Libia (3.030), dalla Tunisia (1.539) e dall’Algeria (343). L’etnia preponderante è quella dei bangladesi (947), a conferma di come l’organizzazione criminale della tratta degli esseri umani vada oltre le farneticanti teorie buoniste e ipocrite delle ONG che pensano di aiutare le popolazioni africane.

Aprendo indiscriminatamente i porti al flusso incontrollato dei migranti non potremo che aspettarci gravi ed insanabili conseguenze sociali e collettive per l’intera comunità cristiana. I mercanti di esseri umani stanno già raccogliendo massicce adesioni di migranti islamici nelle regioni subsahariane e nel Corno d’Africa, in Bangladesh, in Iraq e anche in Pakistan, aumentando insperatamente il prezzo per il trasbordo in Italia, unico scalo europeo in ossequio alla direttiva franco-tedesca. I pirati del XXI secolo, incoraggiati da lucrosi profitti di inizio stagione, sono pronti a servire su un piatto d’argento migliaia di “schiavi” alle navi ONG – indubbio fattore di attrazione –, incuranti del probabile aumento delle morti in mare e della disastrosa situazione economica e sociale italiana.

Le navi taxi come la Sea Watch e le altre, finanziate improvvidamente con milioni di Euro dalla Chiesa Evangelica tedesca, si affrettano ad avvicinarsi alle coste libiche, ansiose di giustificare le dorate paghe degli equipaggi ed incredule per l’ennesima opportunità di strumentalizzare politicamente il fenomeno migratorio, grazie all’incapace Governo Conte. Le cooperative e gli speculatori d’ogni sorta, in spregio ad ogni etica di civiltà europea, quali spudorati faccendieri riaprono in Italia gli ostelli-ghetto allestiti per rilanciare il business della bugiarda accoglienza, pagata dal contribuente a peso d’oro. Le Nazioni della sponda sud del Mediterraneo – quali la Tunisia e l’Algeria – riprendono la bieca usanza di inattese amnistie permettendo alla più turpe feccia di espatriare in Italia. E l’amico Totò Martello, sindaco di Lampedusa al quale avevo consigliato invano di rivedere la propria politica di accoglienza indiscriminata, ora è più che mai isolato nei suoi richiami d’aiuto, considerati “a perdere per causa di forza maggiore” dalla casta radical-chic ora al potere, lontana dalla realtà e dai fabbisogni dei cittadini. Una casta che, in nome del politicamente corretto, se ne infischia delle Convenzioni che regolano i rapporti tra i Popoli, in particolare della Legge del Mare delle Nazioni Unite (UNCLOS) e del Codice della Navigazione, sostenuti da una parte della magistratura lontana dall’equidistanza politica che non solo l’etica, ma anche il giuramento alla Costituzione dovrebbe far garantire.

Tra i fedeli cattolici si ingenera una grande confusione tra l’applicazione del diritto umanitario del sacrosanto soccorso in mare con l’altrettanto sacro ed indissolubile dovere dello Stato di far rispettare l’ordinamento giuridico internazionale e l’ordine pubblico nelle acque territoriali a difesa della propria sovranità. Ma non sempre le linee guida sull’immigrazione del Vaticano sono state quelle del Papa argentino. Nella sua evangelizzazione Papa Wojtyla ha più volte detto: “L’immigrazione stimola la società europea e le sue istituzioni alla ricerca di un giusto ordine e di modi di convivenza rispettosi di tutti, come pure della legalità, in un processo d’una integrazione possibile”. Integrazione possibile, ma ad alcune condizioni: “È responsabilità delle autorità pubbliche – scriveva Giovanni Paolo II – esercitare il controllo dei flussi migratori in considerazione delle esigenze del bene comune. L’accoglienza deve sempre realizzarsi nel rispetto delle leggi e quindi coniugarsi, quando necessario, con la ferma repressione degli abusi”. Per Papa Wojtyla era inoltre necessario “salvaguardare il patrimonio culturale proprio di ogni Nazione”.

In mare tutti indistintamente devono rispettare le leggi concordate tra le parti se si vogliono evitare morti e disastri. Lasciamo dunque che del problema se ne occupi chi sa andare per mare, per buona pace delle omelie della domenica, dei dorati corridoi ginevrini dell’UNHCR, delle opulente parrocchie protestanti bavaresi o delle scaltre posizioni della Cancelliera Angela Merkel, figlia di un pastore luterano e membro effettivo della Chiesa Evangelica tedesca.

Nicola De Felice

Senior Fellow del Centro Studi Machiavelli. Ammiraglio di divisione (ris.), già comandante di cacciatorpediniere e fregate, ha svolto importanti incarichi diplomatici, finanziari, tecnici e strategici per gli Stati Maggiori della Difesa e della Marina Militare, sia in Patria sia all’estero, in mare e a terra, perseguendo l'applicazione di capacità tese a rendere efficace la politica di difesa e di sicurezza italiana.