di Nicola De Felice

Il ruolo delle Ong

I 1.000 clandestini delle navi Ong Geo Barents (norvegese) e Sea Watch 3 (tedesca) sbarcano in pieno inverno in Sicilia. Dall’inizio del 2021, sono sbarcati 67.490 illegali, il doppio rispetto al 2020 e sei volte il 2019.

In sfregio ad ogni norma marittima internazionale e dell’Ue, le navi Ong ed i rispettivi Stati di Bandiera (Norvegia, Spagna, Germania) approfittano della situazione di debolezza politica e diplomatica dell’Italia per imporre le proprie politiche migratorie, con il solo scopo di soddisfare le ipocrite posizioni cattocomuniste delle rispettive Sinistre al governo in quegli Stati. Non un migrante sbarca ad Amburgo, a Marsiglia, a Palma di Majorca o a Oslo, non una nave Ong pendola nel Canale della Manica dove si verificano morti in mare di migranti tentati dal raggiungere la Gran Bretagna.

Il ruolo della criminalità organizzata

A causa del pull factor, le navi Ong sono corresponsabili delle morti in mare e indirette sostenitrici della tratta degli esseri umani, la più grave caratteristica del fenomeno dell’immigrazione illegale, un rischio per la sicurezza nazionale ed internazionale, una delle fonti di reddito più lucrose per il crimine organizzato. Sia lo smuggling, ossia l’introduzione illegale di migranti nel territorio di uno Stato, sia il trafficking, cioè lo sfruttamento sessuale o economico in condizioni analoghe alla schiavitù, si basano sullo sfruttamento intensivo del migrante già durante il viaggio e sicuramente al termine dello stesso.

Le organizzazioni criminali evidenziano oramai una notevole capacità di adattamento nella gestione dei flussi, diversificando le rotte, le tappe e i mezzi, utilizzando natanti di vario tipo e dimensione, veicoli per il trasporto merci, traghetti di linea e voli aerei, in relazione al tipo di etnia delle vittime oppure per scelte di tipo strategico come l’elusione dei controlli o la pressione per interventi di soccorso con le navi Ong, coperte o colluse con i propri Stati bandiera. Questi criminali sono coinvolti nella conduzione di altri illeciti, dal traffico di sostanze stupefacenti ai reati quali le estorsioni, le rapine o le frodi. Non manca la movimentazione all’estero dei proventi illeciti, l’utilizzo di corrieri e di sistemi vietati per la raccolta e l’invio del denaro.

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Cosa potrebbe fare un commissario straordinario

La tratta degli esseri umani richiede un’azione più complessa di quella finora attuata, non basta relegarla alle sole competenze del Ministero dell’Interno. Essa deve avere la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti del potere nazionale, dall’interno al diplomatico, dal militare all’economico, all’intelligence, al sanitario. Occorre l’azione competente e determinata, a livello nazionale ed internazionale, di un Commissario straordinario dedicato a questo unico compito.

Il Governo nomini dunque un Commissario di natura speciale e a competenza settorialmente definita, con esperienza militare, diplomatica in Africa, di conoscenza della Sicilia e del sud dell’Italia, di conoscenza delle lingue, nominato per realizzare l’obiettivo di sconfiggere la tratta degli esseri umani, secondo gli indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri, con delega per trattare con l’Ue, con gli Stati di transito e di origine degli illegali, con capacità di far fronte a particolari esigenze di direzione e coordinamento di più amministrazioni pubbliche. Sia emanato un decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, e siano fissati i compiti, mezzi e personale concessi nonché la durata dell’ufficio.

Diamo spazio a gente responsabile e competente, decisa a salvaguardare gli interessi dell’Italia e degli italiani. Diamo spazio ad un patriota.

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Senior Fellow del Centro Studi Machiavelli. Ammiraglio di divisione (ris.), già comandante di cacciatorpediniere e fregate, ha svolto importanti incarichi diplomatici, finanziari, tecnici e strategici per gli Stati Maggiori della Difesa e della Marina Militare, sia in Patria sia all’estero, in mare e a terra, perseguendo l'applicazione di capacità tese a rendere efficace la politica di difesa e di sicurezza italiana.