di Giulio Montanaro

Jeffrey Epstein: imprenditore, stupratore e appassionato di scienza

Il nome di Jeffrey Epstein è finalmente tornato alla luci della ribalta mediatica. Il 29 Novembre, a Manhattan, è infatti iniziato il processo che vede imputata, con l’accusa di traffico di esseri umani, la sua ex concubina e collaboratrice Ghislaine Maxwell. Giusto una settimana prima, l’alfiere mediatico del globalismo, il “New York Times”, aveva pubblicato un nuovo dossier sulla morte del factotum del Deep State, il pedofilo Jeffrey Epstein.

Non siamo qui per trattare vicende già chiare a molti, quanto bensì per porre interrogativi su aspetti passati in secondo piano nelle narrative generaliste: ci riferiamo ai rapporti di Epstein con alcuni dei principali luminari della Scienza contemporanea. Stampa generalista tanto genuflessa di fronte alla “Incontrovertibile Verità Scientifica” caldeggiata dal governo dem americano sul tema Covid (e non solo) quanto cieca sui legami che il signor Epstein aveva con i principali fautori di altre presumibilmente incontrovertibili verità scientifiche.

Epstein mecenate

Tra le molte attività di Jeffrey Epstein primeggiava, infatti, la passione per la Scienza, hobby a cui pare destinasse, ufficialmente, 20 milioni di dollari l’anno. Budget di cui, nel corso degli anni, hanno beneficiato vari premi Nobel, scienziati, ricercatori, autori, università e centri di ricerca tra cui, tra gli altri: Stephen Hawking, Oliver Sacks, Frank Wilczek, George Church, Eric Lander, Gerald Edelman, Stephen Kosslyn, Martin Nowak, Marvin Minsky, Harvard, MIT, Santa Fe Institute, Princeton, l’Università della Pennsylvania (e la lista potrebbe proseguire).

Insomma, non c’è di che stupirsi se un altro filantropo come Epstein, Bill Gates, sia arrivato al punto di dire che sperava che l’amico Jeffrey l’aiutasse a realizzare la sua ossessione personale, ossia vincere un premio Nobel. Bisogna una volta tanto ringraziare Gates per aver ribadito ulteriormente l’ascendente che Epstein, e gli interessi che rappresentava, avevano (ed hanno ora più che mai) sul mondo scientifico.

È purtroppo ormai sempre più semplice darsi conto dell’Oscurantismo Scientifico che ha preso potere sul mondo e di cui si è recentemente già parlato su queste pagine. D’altronde, come riportato dal “Columbia Journalism Review”, il solo Bill Gates ha investito quasi 320 milioni di dollari durante la pandemia per alimentare narrative di comodo.

Cosa gli scienziati dicevano di Epstein

Tornando ad Epstein, che dire: un vero mecenate “illuminato”, come testimoniato dalle parole di alcuni dei destinatari delle sue munifiche elargizioni. Gerald Edelman, premio Nobel per la medicina nel 1972 assieme a Rodney Porter, raccontava che “Jeffrey è preoccupato di una questione basica: l’altro giorno è venuto qua e c’ha chiesto se fosse vero che il cervello non è un computer. È molto veloce”.

Uno degli studi di Kosslyn finanziati da Epstein mirava ad investigare se i monaci tibetani fossero in grado di mantenere un’immagine nella loro mente per venti minuti. Kosslyn racconta un anedotto di Epstein: “Due mesi fa gli stavo parlando di una nuova alternativa alla psicologia evolutiva e la cosa l’ha eccitato a tal punto che m’ha immediatamente mandato un assegno”.

Il miglior amico di Epstein in ambito scientifico era Martin Nowak, matematico e biologo di Harvard: “Parlare con Jeffrey è come parlare con un collega: ha la mente di un fisico. È una persona che mi ha cambiato la vita, grazie al suo supporto sento di poter far qualsiasi cosa”.

Un pedofilo con un pass per i laboratori

Prima d’arrivare a Marvin Minsky, credo sia bene fare una parentesi su Eric Lander, science adviser di Joe Biden e a capo dell’Ufficio per le politiche in tema di Scienza e Tecnologia della Casa Bianca, nonché grande amico di Tony Fauci. Lander, come fecero Nowak, Minsky e molti altri, continuò ad incontrare Epstein tranquillamente anche dopo la condanna per pedofilia avvenuta nel 2008 e, molto spesso, all’interno degli atenei di rispettiva appartenenza. Singolare inoltre notare che uno dei principali fari della scienza contemporanea, l’ateneo di Harvard, abbia rifiutato di restituire i 9,1 milioni di dollari ricevuti in donazione da Epstein ma abbia sanzionato il suo docente Martin Nowak, solo alcuni mesi fa, per aver continuato a permettere ad Epstein l’accesso alle strutture accademiche nonostante la sua condanna per pedofilia.

Cosa interessava a Epstein (scientificamente parlando)

Ma torniamo agli interessi filantropici di Epstein. Il suo grande interesse per le ricerche volte ad indagare se la realtà psichica fosse o meno un fenomeno cibernetico dovrebbe indurci ad ulteriori e più profonde riflessioni sull’avvento del Metaverse. Il futuro del genere umano è strettamente connesso con gli sviluppi tech inerenti temi quali Singolarità, Trans-Umanesimo, Intelligenze Artificiali ed il Metaverse, appunto. Ragion per cui le domande di Epstein ad Edelman e Kosslyn dovrebbero destare particolare interesse. Ci sono molte teorie interessanti e quella sull’ipotesi della Simulazione è oggetto di costante approfondimento da parte nostra. D’altronde, il Metaverso è stato appena annunciato e il tema è più attuale che mai.

Altri due temi fondamentali per il futuro degli umani, come dicevo, sono le Intelligenze Artificiali e la Realtà Virtuale ed entrambe riconducono ad uno scienziato strettamente legato ad Epstein, Marvin Minsky. Minsky che è stato accusato di violenza sessuale da Virginia Roberts Giuffrè, la stessa che punta il dito anche contro il principe Andrea d’Inghilterra ed è ora teste chiave nel processo che vede imputata Ghislaine Maxwell con l’accusa di traffico d’esseri umani. Minsky è stato tra le menti più importanti al MIT e a Cambridge, è il padre dell’Intelligenza Artificiale e il suo miglior allievo, oggi da alcuni definito “il Bret Easton Ellis del Tech”, Jaron Lanier, è l’inventore della Realtà Virtuale.

Parentesi: le idee dell’inventore della realtà virtuale

Jaron Lanier è senza ombra di dubbio una delle voci più in contrasto con la narrazione tipica della Silicon Valley e, a detta di alcuni, rappresenterebbe uno di quegli scienziati sulle cui affermazioni si può contare in buona fede. Forse c’è della speranza, insomma.

In una sua intervista del 2017, tenuta al “Strand Book Store” di NYC per la presentazione del suo libro Dawn Of The New Everything, Lanier (che mostra grande riconoscenza professionale al maestro Minsky) rilascia interessanti dichiarazioni sulle intelligenze artificiali, sulla realtà virtuale e sulla sessualità.

 

 

“Sembra che i designer della Silicon Valley – nota sarcasticamente Lanier – sian0 incapaci di prevedere l’avvento di potenziali attori maligni quando creano nuove tecnologie … Tutta la comunità Tech vuole che i suoi prodotti siano liberi ed al contempo vogliono farci soldi ma tenendo il governo distante dalla loro regolamentazione … La missione di Mark Zuckerberg è semplice ed altrettanto esplicita: fottere il mondo”. Non uno che le manda a dire questo Lanier, insomma. “Le ragioni che mi hanno spinto a creare la Realtà Virtuale – continua – non affondano le radici nell’escapismo (dai miei traumi infantili ndr)”.

È da quando sono piccolo che ho la sensazione che, da secoli, malvagi artisti abbiano creato questa cosa che non rappresenta veramente la realtà, questa immaginazione attiva, nella testa… Quindi ho pensato: ma se si potesse vedere quello che succede nella testa, non sarebbe impressionante? […]
La presunta natura umana o, ancora peggio, divina delle AI [intelligenze artificiali, ndr], sostenuta da molti nella Silicon Valley, è semplicemente ridicola. Al fine di far funzionar un AI c’è bisogno di data mining per guidare il machine learning. Se prendiamo come esempio il caso della traduzione delle lingue, gli sviluppatori dei software si preoccupano quotidianamente di rubare, ad altri esseri umani, i loro aggiornamenti sul tema, visto che il linguaggio è in costante evoluzione. Quindi sostanzialmente l’AI non centra, non esiste, è un semplice furto all’umanità!

Chiudiamo con le considerazioni di Lanier sulla sessualità, che potrebbero portare alcuni a nuove riflessioni sul fenomeno A-Sexual:

La sessualità era molto più interessante prima dell’avvento del cinema. Tale fenomeno ha diviso la società in due, sessualmente parlando. Ha inaugurato un’era perversa per l’erotismo […] Non dobbiamo pensare che il porno sia l’unico modo in cui l’opera dei media possa intersecarsi con la sessualità: con la Realtà Virtuale s’avrà la possibilità di far coesistere due individui nello stesso corpo […] La cultura tecnologica è dominata dagli uomini e quest’idea che non avremo più bisogno delle donne è una fantasia dominante in essa […] Molte utopie tech includono anche un paradiso per prostitute […] L’intero mito delle intelligenze artificiali è solo una questione di escapismo dalla dimensione umana, che fugge dal casino della sessualità, dell’essere una persona…

A buon intenditor, poche parole.

Giulio Montanaro

Poliglotta, talent scout nel mondo della musica elettronica, advisor creativo con varie esperienze di gestione aziendale, ricercatore indipendente ed appassionato di media alternativi, Giulio Montanaro ha esordito come cronista nel 2000, a Padova, collaborando con il gruppo editoriale "Il Gazzettino”.