di Giulio Montanaro

Barattare libertà e sopravvivenza

Sopravvivere si convertirà in qualcosa d’assoluto, come se fossimo in uno stato di guerra permanente … Nella società della sopravvivenza tutte le forze vitali s’adoperano per prolungare la vita … La presenza della morte sui media sta innervosendo la gente. È l’isteria della sopravvivenza che fa sì che la società sia cosi disumana … L’Occidente si vedrà obbligato ad abbandonare i suoi principi liberali.

Lucide profezie datate 12 Maggio 2020 a firma del filosofo asiatico Byung Chul Han, intervistato dal quotidiano spagnolo “La Vanguardia”. Profezie che riecheggiano ora nelle parole di Tony Fauci, Joe Biden, Mario Draghi, Angela Merkel quando ripetono che la tutela della salute collettiva sia più importante di qualsiasi ideale liberale collettivo o, chiaramente, di ogni libertà individuale. Una libertà che, per citare nuovamente Han, “diventa costrizione”.

Ho ricevuto una foto ieri che m’ha colpito profondamente: arriva da Israele e ritrae una coppia che fa vaccinare un bimbo. Un bimbo a cui, per ovviare al terrore della costrizione come principale espressione di libertà, viene posto un visore di realtà virtuale sugli occhi mentre sottoposto a vaccinazione.

È una figura simbolica, non tanto di quanto stia succedendo, ma di quanto sia all’orizzonte. Il Metaverso, come la Singolarità ed altri temi connessi con una delle filosofie più attuali del momento, la cosiddetta STS (Science, Technology, Society), saranno infatti al centro dei miei prossimi contributi.

Il Metaverso

Il tema Metaverse è stato recentemente discusso anche da Joe Rogan e Ben Shapiro.

“È una follia – attacca Rogan durante il suo show numero 1732 – dar l’intera propria vita a questa forma di realtà virtuale o aumentata (il Metaverso ndr), creata da questo ragazzo (Mark Zuckerberg ndr) proprietario di una società i cui algoritmi alimentano odio e divisione ed a cui ora dovremmo lasciar prender il controllo di quello che vediamo e percepiamo?”.

Shapiro ascolta e controbatte: “Che società sarebbe quella dove ognuno potrebbe esser quello che vuole essere? Se effettivamente fosse possibile un mondo dove gli altri ti vedano esclusivamente come tu voglia esser visto, dove vivresti tu?”.

“Succederà… – commenta con triste rassegnazione Rogan – ed il problema principale è che le due realtà saranno indistinguibili. Ci vorranno 5 o 10 anni, ma succederà”.

Come testimoniato dalla foto di cui parlo, un bimbo, molto probabilmente recalcitrante all’inoculazione, viene indotto ad un’illusoria forma d’anestetizzazione del reale tramite la realtà virtuale.

Accelerazionismo e robot che sostituiscono uomini

È un caso che il Metaverse venga lanciato in parallelo all’avvento del potere bio-politico su cui tanto c’aveva messo in guardia il modesto “archeologo del sapere” Michel Foucalt?

Domanda che vorrei rivolgere ai signori Nick Srnicek ed Alex Williams, padri del manifesto dello “Accelerazionismo”, la frangia dell’estremismo ideologico-tecnologico di sinistra, i talebani del progressivismo tech a loro volta influenzati dal filosofo Nick Land.

Secondo Land: “In questa visione (accelerazionista ndr) del capitale, l’uomo, prima o poi, verrà messo da parte per permettere l’avvento di un’astratta intelligenza planetaria rapidamente in costruzione sulle macerie delle precedenti civilizzazioni”. Che questa intelligenza sia la “mente Aliena che trasformerà la razza umana” di cui parla Joe Allen, principale contributore sul tema “Transumanesimo” per la “War Room” di Steve Bannon? Di certo, per cotali signori, la sostituzione più rapida possibile del lavoro umano da parte dei sistemi cibernetici coincide con un imperativo etico assoluto.

Un’impellente minaccia di cui c’avverte anche Alan Greenfield nel suo testo Tecnologie Radicali, edito in Italia da Einaudi. Nel capitolo 7 del testo di Greenfield, intitolato Automazione: l’annientamento del lavoro, l’autore ricorda come, già nel 1928, l’economista John Maynard Keynes avesse coniato l’espressione “disoccupazione tecnologica” per definire la risultante del processo di automazione che avrebbe spalancato le porte alla “società del tempo libero”.

Devono esser matti questi conservatori che vedono nell’accelerazionismo il cavallo di Troia di un futuro distopico che rischia di portare alla disintegrazione dell’identità umana, oltre che al tracollo del mondo del lavoro nei prossimi 10 anni, come testimoniato da vari report, tra cui menziono qui solo il Mc Kinsey del 2017 ed il Global Wage Report stilato dall’International Labor Organization alla fine del 2014.

Se “Mc Kinsey” avverte di come, entro il 2030, tra gli 800 milioni ed il miliardo di lavoratori si troveranno disoccupati (e le categorie che risentiranno di meno di ciò saranno managers d’alto profilo, programmatori, creativi e… psichiatri), all’ILO ci si preoccupa di “avanzare la giustizia sociale e combattere l’ineguaglianza tra sessi”, nonostante, tra le righe, mettano in guardia il lettore su come il costo annuo di un lavoratore americano del 2014 fosse due volte e mezzo superiore a quello di una macchina capace di far lo stesso lavoro tre volte al giorno per otto anni.

Smantellare la società: il monito di Bezmenov

Correva l’anno 1984 quando il presunto esule del KGB Yuri Bezmenov parlava agli americani delle tecniche di sovversione sociale praticate al fine di destabilizzare e dividere profondamente la società.

“Il segreto della guerra – dice Bezmenov citando il cinese Sun Tzu – è non combattere del tutto, ma sovvertire un ordine preocostituito tramite la manipolazione delle menti … finchè il vostro nemico non percepisca la realtà che gli viene imposta come una realtà amica. È un processo che, al fine d’aver successo, deve smontare ogni caposaldo della società a partire dalla religione, che va distrutta, ridicolizzata e rimpiazzata con altri culti o finte sette sociali (vien da pensare ai movimenti femministi, di “Social Justice”, per non parlare delle ONG, “Antifa” o “Black Lives Matter”, tanto care al re di Wall Street George Soros – ndr) al fine di sviluppare nelle menti della gente un’immaginazione primitiva ed ingenua che distragga l’attenzione per attrarle verso altre cose”.

Ancora più illuminante, per una contemporaneità sempre più schiava degli adepti della setta salvifica delle minoranze e del pianeta, è quanto dice Bezmenov sull’educazione (minuto 15 del video sottostante): “Distraeteli dall’imparare qualcosa che sia costruttivo, pragmatico: invece di Matematica, Fisica, Lingue Straniere, Chimica, insegnategli Storia delle Guerre Urbane, Cibo Naturale, Sessualità, Socialità … qualsiasi cosa che li distragga e vi permetta di rimpiazzare le tradizionali istituzioni ed organizzazioni con fake organizations. Togliete iniziativa ai cittadini e responsabilità a quelle forme di connessione naturalmente stabilite nella società e rimpiazzatele con corpi burocratici creati artificialmente (qualcuno in Italia ha detto CTS? – ndr).

Nella contemporaneità, sempre più esposta al rischio di un fascismo corporativista e di un socialismo cibernetico, parleremmo di “Neuro Psicologia del Linguaggio” o “Neuro Programmazione Linguistica”, come magistralmente spiegato anche qualche giorno fa sulle colonne del pensatoio SOTT dal canadese David Gosselin della Laval University. Suggerisco caldamente la lettura integrale.

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Nato a Padova nel 1980, appassionato di lingue, storia e filosofia. Scrive fin da giovanissimo e dal ‘99 collabora con organi di stampa. Ha lavorato nel settore della musica elettronica, distinguendosi come talent scout e agente di alcuni degli artisti più importanti degli ultimi 15 anni. Ha fatto esperienze nella moda e nel tessile e vissuto in nove città differenti. Attualmente vive in Tunisia.

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