di Nicola De Felice

La sconfitta del Centrodestra impone una nuova strategia, se mai ce ne sia stata una. L’elaborazione di una strategia politica, al pari di quella militare, è complessa e risente di una molteplicità di fattori (ideologie, cultura, geografia, sviluppo tecnologico, storia, religione, organizzazione dei partiti, ecc.). Essi attengono alle logiche proprie della gestione della politica che nel Centrodestra si identificano in quelle della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia.

La Grande Strategia del Centro-Destra

Serve una valutazione politica degli interessi nazionali che individui degli obiettivi generali, da perseguire attraverso una “Grande Strategia”, da collocare a monte delle strategie dei singoli partiti. Il risultato politico di questa “Grande Strategia” deve essere il raggiungimento di una favorevole e duratura situazione, consistente nella direzione politica della Nazione, ottenuta attraverso la vittoria alle urne o come risultato di altre forme di effetti e di influenze, forme che il Centrosinistra normalmente utilizza.

Coerentemente agli obiettivi della “Grande Strategia” – come il rilancio del lavoro e della natalità, abbassamento delle tasse, controllo dell’immigrazione e dell’emigrazione, tutela della classe media, rilancio della ricerca, indipendenza energetica, sicurezza globale, egemonia nel Mediterraneo, confederazione degli Stati europei ecc. – la politica del Centrodestra deve stabilire i lineamenti organizzativi e capacitivi delle proprie forze necessari ad assicurare che queste ultime siano in grado di assolvere i compiti assegnati (metodo di scelta dei candidati, competenze nei settori richiesti, ecc.). La strategia ottimizza i mezzi e i modi necessari per il raggiungimento dei fini stabiliti dalla politica, tiene conto dell’ambiente di riferimento e delle potenziali “minacce” in esso concretizzabili (antifascismo, caso Morisi, ecc.). Qualsiasi strategia di partito non può prescindere dagli obiettivi definiti dalla strategia di livello superiore. In fase di apprezzamento della situazione (che siano elezioni amministrative, politiche o europee), il livello superiore definisce i lineamenti della politica, sulla base dei quali ciascun partito elabora specifiche strategie.

Le strategie dei singoli partiti

La fase successiva è quella nella quale i partiti conseguentemente elaborano, in una campagna elettorale, i criteri di abbinamento delle risorse umane e materiali disponibili, concordano i lineamenti qualitativi e quantitativi dei contributi delle rispettive componenti ed i meccanismi di reciproca interazione e integrazione. Avviano la sincronizzazione tra gli obiettivi strategici, le linee di indirizzo, la combinazione degli effetti auspicabili, i livelli di gestione della strategia sul “campo”, distinguibili in strategico, operativo e tattico.

Il potere del Centrodestra si deve identificare nelle sue capacità di influenzare gli altri attori presenti nell’arena – avversari, media o elettori che siano. I meccanismi di influenza possono prevedere il ricorso a differenti strumenti. Tralasciando l’hard power poiché riferito all’impiego di mezzi coercitivi, punterei sul soft power, in quanto l’esercizio di tale tipo di potere è ideologico e culturale. Il soft power è associato alla posizione e credibilità all’interno della comunità, alla sua capacità di trasmettere valori positivi e raggiungere fini politici attraverso la comunicazione, l’abilità diplomatica, la cultura e la sostanza dei comportamenti, cioè l’idonea combinazione delle capacità di affascinare i potenziali alleati per influenzarli e portarli alla condivisione dei propri obiettivi, così come gli elettori, soprattutto quelli indecisi, quelli che non vanno a votare o quelli esclusi dai risultati del primo turno.

Nicola De Felice

Senior Fellow del Centro Studi Machiavelli. Ammiraglio di divisione (ris.), già comandante di cacciatorpediniere e fregate, ha svolto importanti incarichi diplomatici, finanziari, tecnici e strategici per gli Stati Maggiori della Difesa e della Marina Militare, sia in Patria sia all’estero, in mare e a terra, perseguendo l'applicazione di capacità tese a rendere efficace la politica di difesa e di sicurezza italiana.