di Manfredi Ruggiero

Il tema della cultura, prima, e dell’ambiente, adesso, sono i temi su cui la Sinistra vuole creare un monopolio ideologico tentando di impossessarsene con il fine di togliere spazio e dialettica politica ai movimenti giovanili conservatori e di centrodestra. Una mossa politica astuta, nata in un momento storico dove la Sinistra a livello internazionale ha subito sconfitte elettorali pesantissime e che ha permesso di far passare il messaggio, sbagliato, che la Destra non sia sensibile ai temi del futuro che riguardano la sostenibilità ambientale.

Il primo leader politico finito nel mirino fu proprio l’allora presidente americano Donald Trump, tacciato di fare politiche di sviluppo industriale e dunque di minimizzare e mettere in secondo piano l’esigenza di salvaguardia ecologica. Poi arrivano i “sovranisti” in Europa e la Sinistra, ormai sprovvista di tematiche capaci di incidere sull’elettorato, decide di appropriarsi di una battaglia, tutta ideologica e con ben pochi punti programmatici, che portava il nome di “Greta”.

Nonostante il fenomeno “Greta” si sia progressivamente sgonfiato, gli effetti e le conseguenze sulla società di quel seppur breve momento sono state impattanti tra i giovani e in particolare nei millenials. Per questo motivo i movimenti giovanili che si definiscono conservatori devono prendere consapevolezza di questo fenomeno e smontarlo pezzo dopo pezzo utilizzando quella pragmaticità e concretezza che manca, in modo piuttosto evidente, ai fan di Greta e alla dialettica politica della Sinistra sul tema.

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L’importanza del tema dell’ambiente è innegabile, sia culturalmente sia in ottica di futuro, viste le importanti somme di denaro previste dal Recovery Plan italiano che saranno destinate alla transizione ecologica. Ma accanto all’importanza della sostenibilità ambientale, l’Italia dovrà fare i conti con una necessità di sviluppo infrastrutturale che è la chiave di volta per riportare un po’ di sana crescita in un Paese da troppo tempo fermo. Dunque è solo con un approccio pragmatico e concreto, capace di coniugare due esigenze fondamentali come queste, che si potranno studiare sistemi infrastrutturali moderni, eco-sostenibili e che possano, all’atto pratico, sgonfiare una propaganda e un approccio tutto ideologico che la Sinistra sta apportando al tema. Approccio pragmatico che deve partire dalle amministrazioni comunali con un piano gestionale dei rifiuti che sia volto alla valorizzazione del rifiuto stesso, alla responsabilizzazione dei cittadini e che approdi con un dialogo tra amministrazioni e imprese per promuovere il concetto di economia circolare, evitando le cosiddette “tasse etiche” che, oltre alla scarsa efficacia di risultati in campo di ecosostenibilità, sono devastanti per il nostro tessuto imprenditoriale, specialmente nella piccola-media impresa.

Qualche anno fa accadde lo stesso con la cultura, lasciando campo libero alla Sinistra di creare il dogma che non esisterebbero intellettuali di destra. Il mio invito quindi, a chi si definisce conservatore, è quello di non commettere il medesimo errore con il tema ambientale e di dimostrare ai giovani “perché il tema dell’ambiente – per citare Francesco Giubilei (che sul tema apprezzo particolarmente) – è caro alla destra e ai conservatori”.

Studente universitario di Giurisprudenza, consigliere del Quartiere 2 di Firenze dove è vice-presidente della Commissione Cultura e Politiche Giovanili, coordinatore cittadino della Lega Giovani.

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