E se quello che pratica la sinistra fosse bullismo? Facciamo qualche esempio: apri la televisione e assisti a un talk show in cui il presentatore è nettamente schierato a sinistra e gli ospiti sono tre politici di sinistra più un quarto che fa la parte del punching ball. Oppure si arriva al giorno del ricordo delle foibe e nelle scuole girano gli esponenti dell’ANPI, ovvero una associazione che ha oggi lo stesso senso di una Associazione di Reduci Garibaldini e pretende di monopolizzare il discorso storico pur essendo erede e continuatrice di quella parte politica che nel 1944-45 agì in maniera strettamente collegata a Stalin e Tito. Gli esempi possono essere moltiplicati a dismisura, ma il punto è che limitarsi alla critica non basta più. Occorrerebbe cominciare a pensare positivamente a un correttivo.

In Inghilterra l’autore Douglas Murray ha parlato apertamente della necessità che il governo Johnson trovi un rimedio alle tattiche di bullismo della sinistra e cominci a nominare conservatori nei posti chiave della cultura.

Murray fa esempi pratici di nomi che sono stati in un recente passato ostracizzati per aver offeso i dogmi del politicamente corretto. Ebbene la risposta giusta dovrebbe essere …imparare dai gay. Passare cioè dal nascondimento, dal mimetismo alla rivendicazione orgogliosa di quella che è la propria identità sovranista, populista, conservatrice che sia. A quel punto, prevede Murray, una ampia fetta di intellettuali di sinistra cominceranno a gridare e a strapparsi le vesti. La pacata risposta al clamore potrebbe essere: “Se non ti piace, avresti dovuto ottenere una maggioranza di 80 seggi in Parlamento alle ultime elezioni“.

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Sembra una provocazione anche un po’ “sgarbiana”, ma in realtà Murray fa riferimento a una situazione di drammatico squilibrio: in base alle ricerche dell’Alleanza dei contribuenti (TPA), nonostante dieci anni di governi conservatori, un numero enormemente sproporzionato di incarichi pubblici va ancora a chi si dichiara di sinistra liberale, non a conservatori. Uno dei pochi che aveva ricevuto un doveroso riconoscimento, Roger Scruton, era stato anche ignominiosamente inquisito in nome del politicamente corretto. In pratica dei nani del fanatismo 2.0 avevano stalkerato e bullizzato un gigante del pensiero del XX-XXI secolo.

Va dato merito a Johnson di aver creato un clima nuovo in cui anche sir Roger ha avuto le sue dovute scuse, sia pur in articulo mortis. Ma il riequilibrio degli incarichi culturali tra destra e sinistra è ben lontano dal realizzarsi. Questo perché gli intellettuali di sinistra sono in media più preparati e intelligenti? Certo, lo dimostra come infallibilmente hanno previsto che Trump e la Brexit avrebbero devastato USA e Regno Unito e come per anni hanno sostenuto i più feroci tagliagole islamisti come fautori dei diritti civili… Chiosa divertito Murray in una intervista che può essere ascoltata su Podbean, iTunes , YouTube o su “Delingpoleworld.com”: “Una delle cose esilaranti e affascinanti della nostra era è che tutte le persone che più gridano pubblicamente contro la loro oppressione, sono pubblicamente le persone più fortunate”. Come dire che il mondo dei privilegiati-accademici della sinistra è un po’ quello che napoletanamente potrebbe essere definito come del piangi-e-fo–i

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Certo bisogna essere equilibrati. Venendo al caso italiano, va detto che lo squilibrio nell’informazione e nella cultura italiana è dovuto anche al fatto che la sinistra ha avuto un Togliatti e l’altra parte – più nazionalpopolare – no. Occorrerebbe imparare da Palmiro Togliatti e dal suo lavoro di lungo corso di creazione di case editrici, cordate universitarie, formazione di magistrati… Oggi un lavoro culturale di lungo corso dovrebbe essere impostato da chi è intenzionato a incrociare con serietà le due coordinate della sovranità nazionale e del realismo politico.


Alfonso Piscitelli, docente di storia e filosofia, è collaboratore de “La Verità”.