di Giovanni Giacalone

Milano è ormai allo sbando e sono i fatti a parlare: tra giovedì 11 e venerdì 12 agosto ben cinque aggressioni con finalità di rapina e una scongiurata strage sulla A1. Ma è bene procedere con ordine.

Alle prime ore della mattinata di giovedì un 45enne turista canadese è stato accerchiato ed assalito davanti al Duomo da un gruppo di individui (descritti come nordafricani) che gli hanno sfilato il Rolex. Nel pomeriggio di giovedì è invece toccato a un altro 45enne, un cittadino dell’Ecuador, essere accerchiato da quattro nordafricani e derubato presso la stazione del passante ferroviario di San Cristoforo, in zona Navigli; gli agenti hanno poi arrestato uno dei rapinatori, un 18enne egiziano irregolare sul territorio e con precedenti per reati contro il patrimonio.

Sempre nello stesso pomeriggio, in Stazione Centrale un 22enne marocchino irregolare sul territorio dava un pugno in faccia a un turista statunitense di 18 anni e gli rubava il portafoglio; il delinquente feriva poi con un coccio di bottiglia due ragazzi (senegalesi) che avevano tentato di fermarlo e veniva successivamente bloccato e arrestato dai Carabinieri in assetto anti sommossa.

Nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 in zona Buonarroti il portiere di uno stabile, un 49enne (egiziano regolare e incensurato), sventava il furto di una moto davanti al condominio dove lavora e per tutta risposta riceveva una catenata in faccia dal ladro che faceva poi perdere le proprie tracce.

All’alba di venerdì è invece toccato a due ragazzi marocchini regolari e incensurati essere rapinati dei propri cellulari nei pressi di corso Como, mentre poco prima nella stessa zona un 43enne italiano aveva messo in fuga dei nordafricani che avevano provato a rubargli l’orologio.

Finita? No, perché nella mattinata di venerdì sulla A1 si è sfiorata una grossa tragedia a causa di un egiziano di 22 anni che, dopo aver tirato il freno di emergenza all’altezza di Lodi mentre si trovava a bordo di un treno dell’alta velocità diretto a Reggio Calabria, è sceso dal mezzo ed ha raggiunto a piedi uno dei ponti sopra l’autostrada per poi iniziare a lanciare sassi contro le auto, colpendone una trentina. Le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute e sono state costrette a utilizzare il taser perché il soggetto in questione brandiva un taglierino: è ora accusato di attentato alla sicurezza dei trasporti, interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale.

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Questo bollettino di soli due giorni, che sarebbe degno di una metropoli di un Paese in via di sviluppo, va ad aggiungersi a una serie di altre aggressioni e rapine (almeno quattro quelle segnalate) avvenute tra il 7 e il 9 agosto, rispettivamente in Porta Ticinese, piazzale Gae Aulenti e Lambrate.

La reale situazione di Milano è ormai sotto gli occhi di tutti, per chi vuol vederla. Quella città che era una volta il motore economico d’Italia è ora nota anche come “capitale delle baby gang”. Milano è sprofondata in uno stato di degrado e violenza causato da immigrazione incontrollata di massa, mancate espulsioni e nessuna certezza della pena, visto che molti dei soggetti arrestati vengono rilasciati poco dopo e tornano a delinquere. La Sinistra continua a far finta di nulla in nome di una presunta e ben poco chiara “inclusività”, che però avvantaggia irregolari e malviventi a danno dei residenti onesti – italiani o stranieri che siano.

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Ricercatore del Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli. Laureato in Sociologia (Università di Bologna), Master in “Islamic Studies” (Trinity Saint David University of Wales), specializzazione in “Terrorism and Counter-Terrorism” (International Counter-Terrorism Institute di Herzliya, Israele). È analista senior per il britannico Islamic Theology of Counter Terrorism-ITCT, l’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies (Università Cattolica di Milano) e il Kedisa-Center for International Strategic Analysis. Docente in ambito sicurezza per security manager, forze dell’ordine e corsi post-laurea, è stato coordinatore per l’Italia del progetto europeo Globsec “From criminals to terrorists and back” ed è co-fondatore di Sec-Ter- Security and Terrorism Observation and Analysis Group.