di Federico Cenci

Allarme rosso in Ungheria, dove sarebbe in corso un attacco alla libertà di stampa. La notizia, tuttavia, non rientra nei radar dei grandi giornali occidentali. Strano? Nient’affatto. Perché il presunto abuso non sarebbe opera del tanto vituperato premier Viktor Orbán, bensì di un esponente dell’opposizione. Si tratta del sindaco di Budapest Gergely Karácsony, del partito Dialogo. È un politico, il primo cittadino della capitale, rispondente ai cliché amati dai media di sinistra: globalista, ecologista, persino in grado di sconfiggere i sovranisti di Fidesz alle comunali di Budapest di un anno fa.

Ebbene, come riferisce il quotidiano conservatore “Magyar Nemzet“, la scorsa settimana la sua maggioranza in consiglio comunale avrebbe approvato una risoluzione liberticida. Il testo, infatti, imporrebbe a qualsiasi giornale distribuito gratuitamente nel territorio comunale di riservare almeno 4 pagine a comunicazioni da parte del Comune di Budapest. Vuoi pubblicare un periodico? Puoi farlo, a patto che quattro pagine le riservi alle comunicazioni istituzionali. L’opposizione di centro-destra ha parlato di una misura “arrogante e spietata” e “il cui unico scopo è fare propaganda politica”. Zsolt Láng, capogruppo di Fidesz in consiglio comunale, ha sarcasticamente aggiunto: “Il compagno Rákosi sarebbe orgoglioso di una simile scelta”. Per inciso: Mátyás Rákosi è stato un dittatore comunista ungherese, colui che nel 1956, allo scoppio dell’insurrezione di popolo, fuggì in Unione sovietica. Ancora più caustico Péter Kovács, sindaco di Fidesz del 16esimo distretto di Budapest, il quale ha detto che “la propaganda comunista non era niente in confronto a questo”. Secondo quanto si legge su “Magyar Nemzet”, la proposta sarebbe stata fatta passare sottotraccia, giacché inserita in un pacchetto di interventi economici approvato come misura urgente dal consiglio comunale. A nulla è valsa la richiesta di Fidesz di votare separatamente. Come a nulla è valso il tentativo di trovare questa notizia sulla stampa occidentale: stavolta i liberticidi, del resto, non sono mica i sovranisti.

Federico Cenci

Giornalista e scrittore, ha lavorato per l’agenzia di stampa cattolica "Zenit" e per "In Terris". Attualmente collabora con varie testate, tra cui "Il Quotidiano del Sud", "Culturaidentità", "International Family News". Per Eclettica Edizioni ha dato alle stampe nel maggio 2020 il libro Berlino Est 2.0 - Appunti tra distopia e realtà.