di Enrico Petrucci e Emanuele Mastrangelo

Esordiamo con una buona notizia dall’Italia: anche i giornaloni iniziano a rendersi conto che nelle facoltà statunitensi la white guilt e la white fragility sono arrivate al parossismo.

Molti hanno rilanciato l’intervista di Federico Rampini a una dottoranda italiana a New York che racconta delle estenuanti sessioni di autodafé in nome delle “colpe” della razza bianca raccontando come anche le colleghe afroamericane siano imbarazzate da questo “approccio inclusivo” senza timore di scrivere “dittatura woke” nel titolo.

Altrettanto sferzante il commento di Aldo Cazzullo nei confronti di un altro segno dei tempi: la Francia che in un manifesto olimpico fa sparire in un disegno la croce che sormonta la cupola de Les Invalides. Scrive Cazzullo rilanciato da Dagospia: «È l’Europa che recide le proprie radici e ammaina le proprie bandiere? O è l’Europa plurale del nostro futuro? Innanzitutto, quell’immagine è un falso. E quando si ricorre a un falso, è perché abbiamo un problema

Ma se sulla stampa italiana si iniziano a palesare esplicitamente le critiche agli eccessi del wokeismo e della Cancel Culture, allo stesso modo il wokeismo avanza indisturbato anche nei gangli culturali del Bel Paese. Ha fatto notizia il fluidissimo seminario sulla fluidità del pelide Achille alla normale di Pisa da parte di un accademico di Oxford. Seminario rivendicato con orgoglio dall’università, che ne ha riconosciuto il rigore nell’approccio metodologico.

Quanto erano belli e fluidi gli antichi insomma, come ci ricorda anche il The Telegraph che ci racconta come il Vallo di Adriano sia un pezzo di storia queer secondo l’English Heritage britannico, in quanto Antinoo fu amante di Adriano e quanto erano fluidi nell’Antica Roma signora mia, l’abbiamo visto in una serie Netflix. In fondo questo dimostra che esistono anche muri arcobaleno ed inclusivi.

Scritto, orale e manuale

Ma le wokkate non sono solo rileggere la storia in maniera arcobalenosa quando fa comodo. Né le poche buone notizie permettono di gioire. Basta tuffarsi direttamente nel girone delle wokkate più oscure. Apprendiamo dal giornale della destra conservatrice tedesca Junge Freiheit che le scuole berlinesi rischiavano di dover ottemperare a una norma locale per mettere a disposizione dei bambini stanze per potersi dedicare alla masturbazione e l’esplorazione sessuale.

Notizia non smentita, e su cui Falko Liecke, segretario di stato per il länder berlinese del Dipartimento per l’istruzione, i giovani e la famiglia, ha tenuto a precisare che si trattava di un errore imputabile a una bozza non definitiva.

Ovvero nella migliore delle ipotesi l’ennesima prova che bozze di linee guida per sessualizzare l’infanzia esistono eccome. Nella peggiore, la solita, ritrita strategia della Finestra di Overton: facciamo un passo avanti, se ci beccano, ritiriamo tutto con una scusa, ma intanto cominciamo ad abituare l’opinione pubblica che cose del genere esistono. Poi pausa fino alla prossima spallata.

E visto che siamo a Berlino per chi ha buona memoria come non ricordare il famigerato Kentler Project, il programma degli anni ’60 e ’70 con i bambini tedeschi svantaggiati dati in affido a pedofili per favorirne la socializzazione?

USA – Pillole di razzismo inclusivo

Nel frattempo a tema di razzismo inclusivo segnaliamo nel West End lo spettacolo teatrale con “Vietato l’ingresso ai bianchi”. Si tratta di uno spettacolo dedicato alla schiavitù per cui sono state previste delle serate dedicate ad un pubblico “all-black-identifying”, riprendendo delle iniziative già avvenute in passato. Parlando di “black-identifying” ovviamente la selezione all’ingresso non sarebbe comunque avvenuta con il cartoncino dei colori come il meme del controllo passaporti di Peter Griffin. Sunak ha comunque duramente preso posizione contro l’iniziativa, bontà sua.

Mentre il Daily Wire analizzando il documento DEI, Diversity, Equity, and Inclusion, proposto da Microsoft fa notare come con un certo orgoglio l’azienda rivendichi, a parità di mansione, che le minoranze siano pagate più dei bianchi con una media del 7 per mille.

Tutti i gruppi di minoranze razziali ed etniche che hanno diritto a ricompense guadagnano complessivamente 1,007 dollari per ogni 1,000 dollari guadagnati dai dipendenti bianchi statunitensi che hanno diritto a ricompense, con la stessa qualifica e lo stesso livello e considerando la permanenza.

Non consensualità, non consensualità ovunque!

È vero che la storia del bacio non consensuale del principe a Biancaneve era una storiella dell’allora Twitter largamente esagerata dai media. Ma sappiamo bene che nel mondo Woke gli unicorni arcobaleno non vedono l’ora di superare nella realtà i meme e le storielle più o meno inventate.

Stavolta tocca alla famosa foto del bacio tra il marinaio e l’infermiera a Times Square. Lo United States Department of Veterans Affairs aveva fatto circolare un’informativa interna per rimuovere la foto del bacio patriarcale e non consensuale per festeggiare la vittoria sul Giappone e la fine della guerra. Fortunatamente sono stati sbeffeggiati su X e il tentativo di censura è rientrato. Comunque è dal 2010 che i Social Justice Warrior se la prendono con l’immagine e più di una statua dedicata al bacio intitolate Unconditional Surrender (resa incondizionata) è stata negli ultimi dieci anni oggetto di polemiche e vandalismi. Senza vigilanza i SJW ne avranno presto ragione.

E intanto Verona, città famosa per il proprio polo fieristico, ha deciso di aprire la nuova Fiera del Disagio con la proposta del vice del sindaco veronese Damiano Tommasi: «La mia idea, al vaglio di un gruppo di lavoro, è di esporre in più punti vicino alla statua di Giulietta messaggi nei quali la fanciulla (sic) esprima il proprio consenso a essere, per esempio, fotografata e presa per mano o sottobraccio», riporta Libero Quotidiano. Se dico “no” è “no”, perdinci!

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Dal Regno Unito apprendiamo da un sondaggio del Telegraph che per il 58 % degli scienziati britannici rifiutano di affermare che il sesso biologico sia binario. Nell’attesa che gli scienziati in questione spieghino quali altre cellule gametiche esistano nella riproduzione sessuale oltre a ovuli e spermatozoi, forse bisognerebbe rivedere la definizione di scienzah.

Testimonial ed effetti collaterali

Evidentemente dimenticando gli effetti collaterali della scelta di testimonial troppo fluidi, come il caso della birra analcolica della Bud alla Dorito’s hanno prima scelto una figura dell’internet non binaria. Salvo poi ritrattare (e salvarsi in calcio d’angolo) dopo che erano emersi vecchi tweet non proprio “inclusivi” del nostro come: «Quiero hacer cosas gamberras, como meterme a una niña de 12 años por el ojete». Riassumendo: cose zozze assortite, ragazzina dodicenne, sodomizzare.

Cancel Culture e statue, un grande classico

Veniamo al tema della cancel culture su pubblica piazza, ovvero le statue rimosse o abbattute. Da segnalare qualche buona notizia che pure non cambia le tendenze generali. Prima buona notizia, la statua di San Junipero Serra rimossa nel 2020 nella cittadina di Ventura è stata ricollocata nella Basilica di San Buenaventura, missione fondata proprio da Junipero Serra nel 1782

Parziale buona notizia il fatto che al campidoglio del Kentucky si discuta di una legge che consentirebbe al parlamento locale maggior controllo sulle statue e sui monumenti esposti all’interno delle strutture di pertinenza. La Historic Properties Advisory Commission, istituita dal governatore, dovrà prima consultarsi con i rappresentati dello stato in chiave più collegiale. La vicenda si ricollega alla rimozione della statua del presidente confederato Jefferson Davis (nativo dello stato) nel 2020.

Viceversa nessuna notizia per la destinazione della statua di Luigi XVI a Lousville , Kentucky, rimossa nel 2020 dopo essere stata vandalizzata. Per il momento non hanno ancora valutato di cambiare il nome della cittadina. Simile destino anche nell’altro emisfero con la statua di Cook a Sidney abbattuta alcune settimane fa potrebbe essere rimossa definitivamente. Infine in Bulgaria potrebbe essere rimossa una statua colossale dedicata ai soldati sovietici.

Opportunità fluide

Chiudiamo in bellezza con l’intraprendenza di chi sa cogliere le opportunità che tutti possono oggi cogliere grazie alla fluidità. La racconta il quotidiano online spagnolo El Espanol pubblica una notizia sulla falsariga di quelle che fin’ora avevamo visto solo sui siti satirici: grazie alla nuova legge sul cambio di genere militari maschi spagnoli si identificano come femmine per benefit relativi a pensione e acquartieramenti (bagno privato incluso). Lesbica in caserma, maschio etero fuori. E non solo, in quanto essendo diventata “madre” (e non più padre) ha avuto vantaggi in sede di divorzio anche per la custodia del figlio (avuto da una donna).

A Ceuta si parla di 41 militari che hanno approfittato della Ley Trans che consente procedure più rapide per il cambio anagrafico. Procedure rapide che garantiscono l’accesso a tutti i vantaggi a cui ha diritto il “genere femminile”, legislazioni fortemente contestate da diversi gruppi femministi. Molti si augurano che una legge come la “ley trans” possa arrivare presto in Italia. Siamo sicuri che appena uscita in Gazzetta Ufficiale l’Italia sarà abitata solo da donne, in special modo ai sensi dell’INPS.

È il progresso bellezza, chi sei tu per giudicare?

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Saggista e divulgatore, tra le sue pubblicazioni Alessandro Blasetti. Il padre dimenticato del cinema italiano (Idrovolante, 2023). E con Emanuele Mastrangelo Wikipedia. L’Enciclopedia libera e l’egemonia dell’in­formazione (Bietti, 2013) e Iconoclastia. La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia (Eclettica, 2020).

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Redattore del blog del Centro Studi Machiavelli "Belfablog", Emanuele Mastrangelo è stato redattore capo di "Storia in Rete" dal 2006. Cartografo storico-militare, è autore di vari libri (con Enrico Petrucci, Iconoclastia. La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia e Wikipedia. L'enciclopedia libera e l'egemonia dell'informazione).