Quella che segue è la traduzione della prefazione che Miklós Szánthó, presidente del Centro per i Diritti Fondamentali ungherese, ha scritto per l’edizione ungherese del libro di Daniele Scalea (presidente del Centro Studi Machiavelli) “Immigrazione: le ragioni dei populisti“. Il libro è stato presentato a Budapest lo scorso ottobre.


migracio libro di daniele scaleaCaro lettore!

“Fate più figli! Fermate le migrazioni di massa! Le nazioni europee possono trovare il modo di risolvere la crisi demografica solo a casa loro, perché le importazioni di popolazione non sono la risposta a nulla” – questa è una delle varie cose di buon senso che il presente volume ci comunica.

E perché? Il XXI secolo ha ereditato molti dei problemi sociali del XX. Uno di questi è il problema demografico europeo con le sue numerose conseguenze. Non possiamo ancora dire con assoluta certezza cosa sia la causa della distorta prospettiva dell’uomo occidentale “moderno” – si veda il riferimento al bambino come “dannosa impronta di carbonio” – ma una cosa è certa: noi ungheresi abbiamo già detto, con largo anticipo, che forzare l’immigrazione in un melting pot, mescolando culture straniere, avrà effetti negativi e dannosi per tutti. E 50 anni fa, il romanzo distopico di Jean Raspail Il campo dei santi metteva in guardia la politica francese e continentale da ciò che stava lentamente diventando realtà: il multiculturalismo totale, quando le società parallele avrebbero soggiogato la civiltà europea. Il libro in mano al lettore, anche se dalla prospettiva di un’altra nazione, giunge alla stessa conclusione (così come gli ungheresi): dobbiamo dire no alla migrazione di massa!

Questa migrazione è uno dei problemi più minacciosi del nostro tempo. Inoltre, ci sono forze politiche che incoraggiano deliberatamente tale processo dannoso, che è crudele non solo per i Paesi ospitanti, ma anche per le nazioni di provenienza e spesso per gli stessi migranti.
Daniele Scalea affronta questi e altri temi nel suo volume superbamente scritto, leggibile ma profondo. Egli sostiene che l’orrore provato da molti europei di fronte alla crisi migratoria è molto ragionevole e si basa su una corretta comprensione delle implicazioni demografiche, culturali, economiche, sociali e di sicurezza pubblica della crisi.

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Si aggiunga che la guerra della Russia contro l’Ucraina ci ha portato in un’epoca molto più pericolosa e il mainstream liberale, che cerca di ingabbiare il mondo, sta ulteriormente stimolando i flussi migratori da parti remote del mondo attraverso l’approfondimento delle difficoltà economiche e di approvvigionamento ed erronee politiche sanzionatorie. Nel frattempo, l’élite federalista, impegnata nella febbrile costruzione degli “Stati Uniti d’Europa”, con mezzi sempre più brutali pretende la redistribuzione dei migranti e la creazione di ghetti in Ungheria.

Ma se l’immigrazione di massa è veramente e visibilmente dannosa, come si è indebolita la naturale risposta immunitaria dell’opinione pubblica europea occidentale? Perché gli spagnoli, i francesi, i tedeschi e gli italiani non si sono ribellati quando hanno visto come l’afflusso massiccio di immigrati, senza alcuna necessità di integrazione, abbia portato a problemi sempre maggiori e persino a vere e proprie rivolte, come abbiamo visto nelle strade delle città francesi?
L’autore di questo libro, fondatore e presidente dell’italiano Centro Machiavelli, cerca di rispondere alla domanda. Egli stesso assieme ai suoi colleghi sta svolgendo un importante lavoro nella Destra europea per aiutare il nostro continente a tornare sulla strada del buon senso. Perché ciò accada, sarà necessario un fronte unito dalla trinità “Dio, patria, famiglia”, che vada da Lisbona a Vilnius; perché una o due vittorie della Destra non possono riportare l’Unione, incamminatasi sulla strada dell’autodistruzione, sullo stretto sentiero della pace, della prudenza e dell’etica giudaico-cristiana. Occorrono successi conservatori in tutta Europa. Per questo motivo, nello spirito della cooperazione internazionale tra forze nazionali, il Centro per i Diritti Fondamentali ha portato questo libro, scritto con penna italiana, ai lettori ungheresi. Confido che il libro del mio amico Daniele, scritto con accattivante onestà e logica schiacciante, non solo venga letto con profitto, ma faccia anche capire a tutti la verità dei populisti!

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Direttore Generale di Alapjogokért Központ (Centro per i Diritti Fondamentali) di Budapest. Presidente di KESMA (Fondazione Stampa e Media dell'Europa Centrale). Giurista laureato presso l'Università Eötvös Loránd (Ungheria).