di Lorenza Formicola

Per gli italiani ci sono troppi immigrati

Sulla base di un recente sondaggio condotto da “YouGov” in dieci Paesi europei a Dicembre 2021 (quindi circa due mesi prima dell’inizio del conflitto in Ucraina), l’immigrazione nel nostro Paese è ritenuta eccessiva dal 77% degli italiani. Il sondaggio rivela che la metà della popolazione è certa del fatto che l’immigrazione sia strettamente legata all’aumento di criminalità. Solo uno su cinque è preoccupato delle sue ricadute sulle finanze pubbliche e non più di uno su dieci teme i suoi impatti su occupazione e stipendi.

Negli ultimi tre decenni il numero di immigrati in Italia è aumentato di 8 volte: da 625 mila a 5 milioni. Ma guardiamo i dati ministeriali per dare una cornice al sopracitato sondaggio e alla percezione diffusa di una criminalità che insiste sempre più sul Belpaese.

Parola ai dati: propensione al crimine quadrupla tra gli stranieri

Al 30 giugno 2022 il 31% dei detenuti nelle carceri italiane è straniero; nel 1991 erano il 15,13%. Il 27,4% degli stranieri è dentro per reati contro il patrimonio, il 30,9% per reati contro la persona e il 31,5% per droga. I dati diffusi dal Ministero della Giustizia raccontano, quindi, che un terzo del totale dei reati è commesso da extracomunitari. Secondo il Rapporto Antigone, in alcune strutture si arriva anche al 78% di presenza straniera, come a Milano. A Le Vallette di Torino, e a Rebibbia e a Regina Coeli il tetto della presenza di stranieri sfonda, invece, abbondantemente il 60%. Secondo le statistiche del DAP il 20% degli stranieri è in carcere per spaccio, il 10% per reati legati alla prostituzione, il 9% per lesioni colpose, l’8% per omicidio, altrettanti per falsificazione di atti, il 6% per furti o rapine. Il 27% dei femminicidi del 2021 ha visto come responsabile un immigrato.

I dati riportati nel XIII rapporto dell’associazione Antigone sulle condizioni di detenzione raccontano di una crescita del numero degli stranieri presenti nelle carceri italiane che, a partire dai primi anni ’90, ha subito un aumento incontenibile. A ciò va aggiunto che, tra i detenuti stranieri, la percentuale degli immigrati irregolari, riportata dal rapporto Antigone, si attesta “tra il 60 e l’80% a seconda del tipo di crimine” e che “quasi tutti gli immigrati che commettono reati hanno dei precedenti”.

Il maggior numero di denunce nei confronti di stranieri è stato annotato per i cittadini marocchini: 33.865, pari al 12,91% di quelle riferite agli stranieri ed al 4,12% del totale nazionale, 821.181. Anche per quel che concerne le rapine i marocchini sono in testa alla classifica degli stranieri con 1.745 denunciati sul totale di 6.870. Per i furti nelle abitazioni sono stati denunciati 4.567 marocchini sul totale di 29.159 stranieri, pari al 15,66%.

Gli ultimi dati del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, rielaborati dal “Sole24Ore”, raccontano che nei primi sei mesi del 2021 gli stranieri in Italia hanno commesso il 59% dei furti con destrezza, il 54% dei furti negli esercizi commerciali e il 52% di rapine in pubblica via. Per le violenze sessuali siamo al 39%, per i reati di droga al 36%, per minacce o percosse al 25%. Gli stranieri sono stati poi protagonisti del 20% degli omicidi volontari e colposi, truffe e riciclaggio di denaro sporco.

LEGGI ANCHE  Ius soli: diplomatici si schierano contro

Secondo l’ultimo rapporto Ismu al 1° gennaio 2021 gli stranieri presenti in Italia erano 5.756.000. Quindi l’8,45% della popolazione residente che commette il 30% dei reati mostra una propensione al crimine circa quattro volte superiore rispetto agli italiani.

Minori extracomunitari e criminalità

I più recenti dati Istat a disposizione indicano che i minori non comunitari fino ai 17 anni sono circa 1,5% di tutta la popolazione italiana. Percentuale risibile che, però, commette il 65% degli scippi, il 50,2% dei furti, il 48,1% delle rapine, il 47,7% delle violenze sessuali e il 40,4% delle percosse ascrivibili alla loro fascia d’età. Nel solo biennio 2020/2021, le segnalazioni riferite a minori denunciati o arrestati in Italia hanno fatto registrare un aumento del 14,22%. È straniero il 45,71% dei minori denunciati o arrestati. Sono gli immigrati di seconda generazione.

Le periferie delle grandi città si sono trasformate in polveriere pronte a esplodere. Al termine del lockdown, la scorsa primavera, avevano fatto clamore le maxi risse di Roma, dove quasi ogni settimana si affrontavano centinaia di giovanissimi. S’era provato a liquidare l’emergenza con un semplice e momentaneo effetto collaterale della lunga quarantena. Ma quando il 15 gennaio scorso, nella città dormitorio alle porte di Torino, ottanta giovanissimi di Torino si sono scontrati contro una gang di oltre cento immigrati nordafricani provenienti dal vicino quartiere di Barriera di Milano, considerato quasi come la banlieue di Torino, s’è smesso per un po’ di girare intorno all’argomento.

L’Italia è in emergenza sicurezza e le baby gang di immigrati di seconda generazione sono un effetto collaterale dell’immigrazione che si continua a negare.

L’irrisolta emergenza immigrazione ci ha fatto sprofondare nell’emergenza sicurezza

Alle spalle del progetto del nuovo stadio San Siro ormai c’è un enclave islamica: è la Molenbeek di Milano, dove si vedono donne in burqa, spacciatori, ricettatori con la merce in vista. Ci sono i minimarket con le insegne in arabo e l’altoparlante che richiama alla preghiera. Proprio come nei quartieri islamizzati di Londra e Berlino.

Donne e ragazze molestate e violentate in mezzo alla strada. Agenti e carabinieri aggrediti e minacciati con coltelli. Ragazzine maltrattate o uccise dai propri familiari per aver scelto di abbracciare lo “stile italiano” (senza velo e con un fidanzato scelto da loro). E poi risse, spaccio, delinquenza minorile. Sono i delitti e le aggressioni che compaiono sulle pagine di cronaca e che coinvolgono criminali stranieri, il frutto dell’immigrazione criminale.

+ post

Saggista e pubblicista, è analista del mondo arabo e islamico. Si occupa di immigrazione e sicurezza, con una particolare attenzione alla nuova islamizzazione dell'Europa. Scrive soprattutto per "La Nuova Bussola Quotidiana", "Analisi Difesa" e "Il Giornale".