di Giovanni Giacalone

L’omicidio del 64enne giornalista investigativo olandese Peter de Vries, caduto lo scorso 6 luglio nel centro di Amsterdam sotto i colpi di pistola di due killer poi arrestati, fa emergere un panorama inquietante sul potere della criminalità organizzata in Olanda; in particolare della cosiddetta “Mocro Maffia”, termine che nello slang olandese indica la criminalità organizzata composta in prevalenza da marocchini ed attiva tra Olanda, Belgio e Nord Africa.

De Vries, esperto in crimine organizzato, si era occupato a lungo di questo tema ed era anche consulente di Nabil Bakkali, testimone chiave nel processo contro il narcotrafficante di origini marocchine Ridouan Taghi, arrestato a Dubai nel 2019 ed estradato in Olanda. Bakkali, ex uomo di Taghi, aveva deciso di pentirsi e collaborare con la polizia in seguito a un tentativo di omicidio nei suoi confronti. Nel 2018 era stato ucciso il fratello di Bakkali; il killer, Shurandy S., non ha mai rivelato il nome di chi gli ha commissionato l’omicidio. L’anno successivo veniva ucciso anche il suo avvocato.

Pure nel caso dell’omicidio di Peter de Vries, i due presunti assassini vengono indicati da più fonti come bassa ed inesperta manovalanza: l’autore materiale dell’omicidio, colui che ha sparato, sarebbe il 21enne olandese Delano Geerman, rapper di basso profilo noto anche come “Demper” o “Slick”, cugino di Jowad Weerwind, già condannato per traffico di armi e anch’egli legato al clan Taghi. Secondo alcuni parenti di Geerman, i mandanti avrebbero promesso al killer improvvisato una ricompensa di 150mila euro. Il complice che si trovava alla guida dell’auto è invece stato identificato come il 35enne polacco Kamiel Egiert, già oggetto di un mandato di cattura europeo per una serie di furti e rapine in Polonia.

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De Vries era il tipo che non guardava in faccia a nessuno e non si faceva intimidire; plausibilissimo dunque che il crimine organizzato abbia deciso di toglierlo di mezzo, come già fatto con altri. L’aspetto sconcertante è la facilità e l’impunità con cui il crimine organizzato riesca ad agire nella civile Olanda, al punto che nel giugno del 2018 il complesso che ospita le redazioni delle riviste “Panorama” e “Niewe Revu” era colpito da un razzo anti-carro.

Tali dinamiche necessitano mano dura da parte delle istituzioni e pene pesanti; c’è poi da chiedersi fino a che punto le autorità olandesi e la politica abbiano negli anni sottostimato il problema.

Ricercatore del Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli. Laureato in Sociologia (Università di Bologna), Master in “Islamic Studies” (Trinity Saint David University of Wales), specializzazione in “Terrorism and Counter-Terrorism” (International Counter-Terrorism Institute di Herzliya, Israele). È analista senior per il britannico Islamic Theology of Counter Terrorism-ITCT, l’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies (Università Cattolica di Milano) e il Kedisa-Center for International Strategic Analysis. Docente in ambito sicurezza per security manager, forze dell’ordine e corsi post-laurea, è stato coordinatore per l’Italia del progetto europeo Globsec “From criminals to terrorists and back” ed è co-fondatore di Sec-Ter- Security and Terrorism Observation and Analysis Group.

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