di Marcell Dengi

Gergely Karácsony, sindaco di Budapest, ha annunciato di voler correre per la guida del governo nelle prossime elezioni ungheresi. Sebbene alle elezioni del 2018 abbia ottenuto l’11% dei voti e i partiti che attualmente lo sostengono racimolino, secondo una ricerca recente, appena il 5%, le sue possibilità non sono così remote. Vediamo perché.

Dopo le ultime elezioni i partiti d’opposizione si sono coalizzati, formando un nuovo gruppo politico che si presenterà al voto come fosse un singolo partito. Presi singolarmente, infatti, essi sono troppo deboli per opporsi a Orban. Ma tenere unite realtà così diverse non è sempre facile. Molte voci sostengono che la coalizione sia meno forte di quanto sembri. In questo momento cinque sono i suoi candidati a primo ministro: Klára Dobrev (Coalizione Democratica), Péter Márki-Zay (indipendente), András Fekete-Győr (Momentum), Péter Jakab (Jobbik) e, appunto, Gergely Karácsony sostenuto da LMP, MSZP e Párbeszéd. Uno di loro – colui che la spunterà alle primarie – sarà dunque il candidato ufficiale della Coalizione d’Opposizione contro Fidesz. Secondo i sondaggi Péter Jakab è il più popolare, ma quello con maggiori chance di sconfiggere Orban è Karácsony. Ma chi è costui e perché sarebbe lo sfidante più idoneo?

Gergely Karácsony è nato nell’Ungheria Orientale ed è cresciuto in un piccolo paesino. Il padre morì quando aveva solo sei anni e toccò alla madre crescerlo assieme ai fratelli nel villaggio di Nyírtass. Divenuto grande frequentò l’università a Budapest laureandosi nel 1997; nel 2004 era docente all’Università Corvinus e dal 2008 ricercatore. La sua vita politica attiva cominciò nell’estate 2009 con LMP, partito che lasciò nel 2013 per unirsi al neonato Együtt e divenire presidente di Zugló, distretto della capitale. Nel 2018 è stato il candidato primo ministro, appoggiato pure dal partito socialista MSZP, ottenendo l’11,91% dei voti, terzo classificato dopo Orban e Gabor Vona.

Il suo più grande successo politico è stata però nel 2019 l’elezione a sindaco di Budapest, con oltre il 50% dei voti, sconfiggendo il candidato di Fidesz fermatosi al 44,1%. Si trattò di una grande vittoria per l’opposizione e d’un brusco risveglio per il partito di governo, che scoprì di doversi preparare con cura alle elezioni parlamentari del 2022. Ecco perché è considerato lo sfidante più ostico per Orbán. A lungo si è nascosto, negando pubblicamente ogni ambizione, ma alla fine, il 15 maggio, si è svelato. La sua candidatura ha scosso l’opinione pubblica di entrambe le fazioni, quella d’opposizione come quella di destra, perché sembra che sia sceso in campo il giocatore più forte.

Sulla base della situazione attuale si può dire che il sostegno a Karácsony verrà soprattutto dalle grandi città, capitale in testa, mentre nei centri minori è Fidesz a farla da padrone. Come spiegavo in un precedente articolo, la Coalizione d’Opposizione ha speranze di vittoria solo se rimane saldamente unita.

Karácsony ha annunciato non solo la candidatura personale ma anche l’avvio di un nuovo movimento chiamato “99”. Esso mira a operare in parallelo ai partiti d’opposizione e prende il nome dal 99% del popolo ungherese, cui ambirebbe restituire il denaro “rubato” dal 1% più ricco. Il programma esatto dev’essere ancora pubblicato ma, nelle parole di Karácsony, si tratterà di cominciare un’opera di restaurazione della democrazia, di “detronizzazione”. Il messaggio è quello di un totale cambiamento politico per l’Ungheria.

L’immagine di Karácsony, però, non è così integerrima e immacolata. Molte sono le polemiche che lo interessano in Ungheria. La prima riguarda il fatto che non parli alcuna lingua straniera, sebbene abbia lavorato come professore universitario e vanti pubblicazioni in inglese, lingua che non conosce. Per l’incarico universitario è menzionato un esame di lingua mai sostenuto: in realtà si tratta di un semplice foglio rilasciato dal rettore. Lo stesso rettore che ha dichiarato essere “il suo livello di lingua straniera alquanto insoddisfacente”. Cosa interessante, considerando che in Ungheria serve aver sostenuto un esame di lingua per accedere al dottorato di ricerca. Dottorato dal quale è stato escluso, pur avendo ottenuto due anni extra. Ma nel frattempo aveva cominciato a lavorare come consulente per il Governo.

Un’altra controversia riguarda i soldi ricevuti dalla sua compagnia, tra 2006 e 2008, dal governo socialdemocratico di Ferenc Gyurcsány: 20 milioni di fiorini, pari a 60.000 euro. E dell’ex premier molti lo considerano un semplice strumento. Karácsony ha lavorato assieme a Gyurcsány, il suo mentore, fin dal 2004. Quando Karácsony era direttore dell’istituto di ricerca “Medián”, quest’ultimo ha ricevuto dal governo somme pari a 700 milioni di fiorini, o 2,2 milioni di euro.

Insomma: il politico che promette di prendersi i soldi dell’1% più ricco è lo stesso che in passato si è preso un sacco di soldi dal governo amico. Questo dettaglio si è dimenticato di scriverlo nel CV con cui si è candidato a primo ministro.

MCC Visiting Fellow presso il Centro Studi Machiavelli. Studente di Economia internazionale all'Università di Tecnologia ed Economia di Budapest e la Scuola di Economia del Mathias Corvinus Collegium.