di Adam Sashalmi

Il discorso del presidente rumeno Klaus Iohannis (di origine tedesca) del 29 aprile ha seriamente disturbato le relazioni fra Ungheria e Romania. Le sue dichiarazioni sono state ricevute negativamente tanto in Ungheria quanto nella comunità ungherese in Romania. Iohannis ha accusato il premier ungherese, Viktor Orbán, di finanziare il Partito Social-Democratico (PSD) al fine d’assicurare la Transilvania ai magiari. Perché ha mosso una simile accusa?

Klaus Iohannis ha vinto le elezioni presidenziali nel 2014 e nel 2019. Nel secondo turno ha ricevuto un supporto significativo nei territori dove risiede la minoranza ungherese. Lo ha sottolineato nella sua risposta anche Péter Szijjártó, ministro degli Esteri di Budapest, chiedendo rispetto per gli ungheresi. Dunque, perché il presidente rumeno ha voleto acuire le tensioni?

territori siculi in romania

I distretti dei Siculi (ungheresi) in Romania

Prima di tutto analizzamo a cosa mira la dichiarazione del capo di Stato rumeno. L’Unione Democratica degli Ungheresi in Romania (RMDSZ) ha avanzato un disegno di legge per l’autonomia del Territorio Siculo (i siculi sono un gruppo etnico di lingua e identità magiara). Il Territorio Siculo comprende parti delle province di Mureș, Covasna e Hargitha, dove la maggior parte della poopulazione è ungherese. La Camera dei deputati non ha votato sul disegno di legge ma, secondo le regole, se un disegno non va all’ordine del giorno entro 45 giorni, esso viene trasmesso al Senato. Così è successo. Il partito maggioritario, il PSD, ha trascurato il disegno di legge offrendo una buona opportunità a Iohannis per criticarlo. Infatti il Presidente è membro del Partito Nazionale Liberale (PNL), rivale del PSD. Il Senato ha comunque votato contro il disegno di legge.

Gli antagonismi fra Ungheria e Romania hanno origine storica. La Transilvania fu parte del Regno Ungherese per secoli, ma dopo la Prima Guerra Mondiale fu assegnata alla Romania. Durante la Seconda Guerra Mondiale parte della Transilvania era stata restituita all’Ungheria, ma al termine del conflitto la Romania la recuperò. Ancora oggi numerosi ungheresi abitano in Transilvania. E dopo che in Ungheria Fidesz è andata al potere, il supporto alle comunità magiare nei Paesi vicini è aumentato significativamente. Un esempio emblematico: il Parlamento di Budapest ha reso possibile per gli ungheresi d’oltre confine ottenere la cittadianza ungherese. Inoltre, anche la comunità ungherese in Transilvania ha iniziato una campagna autonomista e di protezione della sua identità particolare. Ancora in esame dell’UE è la “Politica di coesione per l’uguaglianza delle regioni e la sostenibilità delle culture regionali”, proposta d’iniziativa dei cittadini cominciata proprio dal Consiglio Nazionale Siculo.

Tuttavia simili iniziative sono percepite dai Rumeni come intenzioni separatiste. E nella politica interna sono usate contro i rivali. Si tratta pure di un’opportunitá per distrarre l’attenzione dalla crisi politica interna. Sei premier si sono succeduti da quando Iohannis è stato eletto nel 2014. Può darsi che il suo modo d’agire porti guadagno in politica interna, ma complicano la cooperazione bilaterale e regionale con Ungheria.

Adam Sashalmi

Ungherese, dottorando di ricerca alla Facoltà di Scienze della Terra dell’Universitá di Pécs, è studioso di geopolitica.