di Adam Sashalmi

Il secondo turno delle elezioni presidenziali polacche si è tenuto il 12 luglio ed ha sancito che Andrzej Duda continua ad essere il presidente della Polonia per altri 5 anni. I risultati permettono di tracciare alcune conseguenze politiche e geopolitiche.

Partiamo dalle politiche. Si può affermare che il Partito di Diritto e Giusitizia (PiS), attualmente al governo, rimanga il più forte attore politico in Polonia, com’è da 5 anni a questa parte. Il PiS rappresenta un’ideologia più conservatrice e più di destra rispetto al mainstream dell’Europa: ecco perché il Governo polacco si scontra spesso con Bruxelles. Questa tendenza sembra dover continuare. Nel secondo turno la gara è stata comunque molto combattuta. Duda ha ricevuto il 51% e Rafał Trzaskowski (Sindaco di Varsavia – Piattaforma Civica) ha ricevuto il 49% dei voti. Con questo risultato, il più grande partito di opposizione, la Piattaforma Civica, forse ha trovato un politico di riferimento dopo Donald Tusk: Trzaskowski può essere il futuro leader dell’opposizione e sfidare il PiS.

Passiamo alle conseguenze geopolitiche. Va sottolineato che il focus della politica estera polacca è cambiato dopo che il PiS ha vinto le elezioni nel 2015. Prima d’allora, il Governo guidato da Donald Tusk si era aperto verso la Germania e la Russia. Invece, il PiS ha rinunciato a queste direttrici e ha cercato di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti, anche se ciò causava il raffreddamento dei legami russo-polacchi. L’attuale leadership di Varsavia desidera inoltre concentrarsi maggiormente sulla cooperazione regionale, in particolare sul Gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) e sull’Iniziativa Tre Mari. Con le sue dimensioni territoriali e demografiche, la Polonia gioca un ruolo cruciale nel plasmare il futuro della regione dell’Europa centrale (e rappresenta anche un attore forte nella politica europea). Andrzej Duda sostiene personalmente il rafforzamento di questi partenariati regionali.

Adam Sashalmi

Ungherese, dottorando di ricerca alla Facoltà di Scienze della Terra dell’Universitá di Pécs, è studioso di geopolitica.