COMBATTELLI| Il (caro) prezzo di Internet e dei social


È sempre stata un’impresa ardua tracciare un sentiero capace di delineare con verosimilità il futuro, soprattutto perché ad un certo punto della storia umana lo stesso presente ha smesso di esistere divenendo una corsa velocissima verso grandi cambiamenti. Proprio per questa inafferrabilità della logica contemporanea, fatichiamo a comprendere ancora oggi i diversi meccanismi che fanno parte della nostra vita, dando per scontato che tutto possa essere risolvibile nel giro di pochi passi, comportandoci come se l’architettura giuridica e sociale fossero attori impenetrabili dalle logiche del tempo. E invece non è così, non può essere così soprattutto di fronte all’Era Tecnologica, all’apice delle grandi distribuzioni di massa in materia informatica, con i mutamenti visionari e sociali che entrano in ogni sfera, elevando il nostro io ma anche omologandolo.

A questo proposito basti pensare a come si è divenuti completamente esposti di fronte alle eterne vetrine del Web; la scatola nera che è il mondo digitale lascia via libera ai nostri dati, le modalità e i servizi che li trattano sono sempre più difficili da decretare. Sicché basta un click sbagliato per dare consensi e licenze mai rilasciate, con il problema di non poter più retrocedere. Tanto è vero che mentre il mondo tecnologico è andato avanti, un po’ meno è stato fatto nelle logiche giuridiche e normative. Sicché per risolvere questi “nuovi problemi” emersi dal grande utilizzo delle diverse piattaforme, oggi si tenta di cercare risposte in manuali obsoleti, pubblicati quando ancora non si poteva neanche lontanamente immaginare una simile evoluzione del quadro mondiale.

Ma ancora più straordinario è notare come lo stesso meccanismo social modifichi la nostra individualità: sempre più utenti rilasciano dati sensibili alle molteplici agorà informatiche senza farsi grandi problemi. Vi è un vero e proprio automatismo umano nel consentire (senza leggere) al trattamento dei nostri dati, stipulando de facto tanti contratti digitali con grande leggerezza. È necessario essere dotati di una mente visionaria per poter capire come andranno a svilupparsi determinate dinamiche, ma non è difficile domandarsi se la nostra privacy possa essere così al sicuro ed esclusiva come crediamo lo sia oggi.

Proprio i ritmi violenti ed innarestabili della tecnologia e della società contemporanea stanno a dimostrazione di quanto possa essere imprevedibile un’evoluzione dei sistemi, mettendo in serio pericolo la nostra identità. Sicché non meraviglia più ottenere pubblicità mirate rispetto ai nostri gusti o alla categoria sociale e generazionale a cui apparteniamo, è diventata una costante della nostra quotidianità che abbiamo passivamente accettato. Concentriamoci ad esempio alle intersezioni che compaiono spesso durante le sessioni Social: rimandano tutte rispettivamente a recenti o vecchie ricerche su un dato argomento. Pertanto il sistema informatico è capace di dirci esattamente cosa ci piace, ripetendolo con tutti attraverso una personalizzazione che la propaganda del primo Novecento poteva solo sognare.

Abbiamo deciso collettivamente di cedere una parte della nostra individualità per poter entrare nei giochi, consapevoli o meno di quello che davvero stiamo dando (e anche di quanto valga economicamente parlando). Ma è necessario sapere che sono proprio le nostre preferenze ad alimentare un sistema sempre più grande, permettendogli quindi di scambiare consumo con pubblicità, un infinito circolo economico che rende grandi numeri alle multinazionali virtuali. Sicché l’utente diventa consumatore e non vi è più distinzione tra queste due figure: la privacy e i nostri dati sono il costo da pagare per non essere esclusi dal Paese dei Balocchi online. Se molte volte crediamo che Internet e i social annessi ci facciano dei grandi regali, sarebbe saggio chiedersi e domandarsi quanto diamo noi in cambio, e in tal caso la risposta sarebbe: “Molto più di loro”.


Vanessa Combattelli è giornalista, fondatrice di GiovaniADestra.it e consigliera comunale di Popoli.