di Emanuele Mastrangelo e Enrico Petrucci

Scozia. Yusaf get woke e went broke

Innanzitutto il consueto aggiornamento dalla Scozia e la sua nuova legge sul’hate speech, che a quanto riferisce il Telegraph ha fatto perdere 15 punti percentuale al consenso del primo ministro Humza Yousaf, che è sceso nell’intorno del 30 % nel giro di quattro mesi (1). Mentre nel frattempo i tory scozziesi stanno cercando di darsi da fare nel parlamento locale per abrogare la legge. Comunque persino la CNN titola Una legge sui crimini d’odio doveva servire a proteggere dai pregiudizi. Ha finito per seminare ulteriori divisioni.

Non sperate possa essere una pietra tombale su leggi di questo tipo, perché sapete bene che chi segue questa agenda può ben andare in perdita. Ma di sicuro segna un campanello d’allarme: la gente inizia a essere stufa.

Inghilterra. Troppa TV fa male

Il Royal Museum di Greenwich prende troppo sul serio la serie Netlfix Bridgerton e dichiara la regina Carlotta (1744-1818) “persona di colore” (2). Una vexata quaestio perché risalendo di cinque secoli e 15 generazioni l’albero genealogico della nobile tedesca giunta al trono inglese nel 1761 si scopre che una sua ava fosse una musulmana iberica. Che quindi con tutta probabilità era a sua volta di razza caucasica… Ma tanto basta per fare della Regina d’Inghilterra una “mulatta”. (3)

Inghilterra. Esci le tette!

La storia più cringe che arriva dai musei britannici questa settimana è l’esposizione The Cult of Beauty alla Wellcome Collection, esposizione che: «considera l’influenza della moralità, dello status, della salute, dell’età, della razza e del genere sull’evoluzione delle idee sulla bellezza». E che come riferisce il Telegraph consiste nell’esporre al pubblico i seni amputati sotto formaldeide del curatore del mostra (evidentemente olim curatrice). (4)

L’esposizione è aperta ancora pochi giorni, affrettatevi, mica vorrete perdervela!

Inghilterra. Ossa insensibili

Sempre dal Telegraph e dal mondo degli unicorni delle università britanniche la notizia di una borsa da 18.000 sterline presso l’Arts and Humanities Research Council dell’Università di York in merito a questioni di genere e archeologia, tra cui una dal titolo Le ossa non si preoccupano dei tuoi sentimenti: Sfidare le evocazioni transfobiche dell’archeologia nei (social) media.

Ovvero tutto quel dibattito woke sul fatto che gli archeologi sono abituati ad assegnare un sesso biologico agli scheletri ritrovati in uno scavo in base a dettagli anatomo-patologici quali ossa o DNA. Questa ricerca mira a risolvere il “problema” del presumere il genere del morto. (5)

Inghilterra. Porgi l’altra guancia o ti mando le guardie a casa

Notizia segnalata sui social britannici e ripresa da alcune testate minori. La polizia inglese, assieme a uno psicologo, avrebbe fatto visita a un cittadino inglese colpevole di aver postato su X l’affermazione “christians must take the stand”, i cristiani prendano posizione, in merito all’accoltellamento di un pope ortodosso durante una funzione nei giorni scorsi (6). Una notizia, quella dell’accoltellamento, passata sotto silenzio, nonostante ci fosse anche un video dell’aggressione. Addirittura il The Guardian nel dare la notizia e nonostante il video, ovviamente per stemperare gli animi, ha usato il condizionale “allegedly stabbed”, ovvero “sarebbe stato accoltellato”. (7)

Questa è una moda di pazzi! Arriva il Gender stagionale

Il caso di una tiktoker che riferisce come il suo “genere” sia soggetto a variazioni stagionali è stata largamente ripresa dai media italiani (8). Il caso potrebbe sembrare una di quelle vicende isolate al limite della legge di Poe (impossibile sapere se fanno sul serio o stanno facendo satira finché non vedete la faccina che fa l’occhiolino), ma per chi segue il Machiavelli sa bene che quella dei “generi stagionali” è un tema promosso da fior di PhD statunitensi come scrivevamo lo scorso settembre. A parlare di “genere stagionale” è Diane Ehrensaft, professore associato di pediatria alla UCSF, l’Università della California di San Francisco, nonché direttrice del Centro per il Genere di bambini e adolescenti (Child & Adolescent Gender Center), all’ospedale pediatrico universitario della UCSF, il Benioff Children’s Hospital. I bambini sono in buone mani, dai. (9).

Italia. Wokkate e verde pubblico

Da Milano arriva la notizia della limitazione dello sfalcio del verde pubblico per “per favorire la biodiversità, trattenere l’umidità, e mitigare l’effetto delle isole di calore” come riporta La Stampa rilanciata da Dagospia, sulla falsariga di altre città europee. Nessuno mette in dubbio che durante la stagione secca limitare gli sfalci possa limitare l’inaridimento dei terreni, ma la notizia puzza di wokkata lontano un miglio, visto il totale disinteresse delle stesse amministrazioni comunali in merito alla salute degli alberi, con conseguente mattanza di piante anche secolari nei viali alberati di tutta Italia.

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Dal comune di Bologna che preferisce abbattere alberi nel Parco Don Bosco per costruire una nuova scuola, anziché ristrutturare la scuola esistente (tanto ci sono i fondi del PNRR), al comune di Roma che a prescindere dal colore dell’amministrazione è diventato celebre per potare i famosi pini marittimi a “coda di leone” agevolandone la morte, come se non bastassero i parassiti. E anche gli olmi di Monteverde non possono dormire sonni tranquilli, e molti sono già stati abbattuti in massa per ragioni di sicurezza.  E infine proprio il comune di Milano che come evidenziato sui social dal comico Giovanni Storti del famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo, procede a potare gli alberi per capitozzatura, il modo più veloce ma anche più dannoso. E questo proprio mentre il comune si fa vanto di tutelare le erbacce nelle aiuole come rilancia l’altro comico Maurizio Crozza nella sua trasmissione del 19 aprile.

Nota a margine: le erbacce sono una fonte di particolato, per la produzione di pollini e per la polverizzazione della paglia che rinsecchisce, nonché per l’effetto spugna con cui i cespugli raccolgono il particolato proveniente da altre fonti impedendo il lavaggio delle strade. Un ottimo sistema per aumentare le percentuali di PM10 e PM2,5 nell’aria delle città e poi dare la colpa alla Panda 1200 di quel pezzente di Fumagalli Brambilla.

Insomma fintanto che le amministrazioni comunali lasciano il verde pubblico incolto, ma trascurano le alberature, possiamo tranquillamente inserire queste notizie tra le wokkate della settimana. E voi siete autorizzati ufficialmente a pensarne tutto il male possibile.

Come al solito, per i malfidati che pensano che ci inventiamo tutto, ecco le fonti:

 

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Redattore del blog del Centro Studi Machiavelli "Belfablog", Emanuele Mastrangelo è stato redattore capo di "Storia in Rete" dal 2006. Cartografo storico-militare, è autore di vari libri (con Enrico Petrucci, Iconoclastia. La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia e Wikipedia. L'enciclopedia libera e l'egemonia dell'informazione).

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Saggista e divulgatore, tra le sue pubblicazioni Alessandro Blasetti. Il padre dimenticato del cinema italiano (Idrovolante, 2023). E con Emanuele Mastrangelo Wikipedia. L’Enciclopedia libera e l’egemonia dell’in­formazione (Bietti, 2013) e Iconoclastia. La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia (Eclettica, 2020).