Oltre l’illusione olimpica: lo sport come palcoscenico della polarizzazione geopolitica [parte 2]
Lo sport non è più semplice strumento di propaganda, ma vera strategia di soft power geopolitico da parte di molte Petromonarchie. Attraverso massicci investimenti in calcio, F1, golf ecc., acquisiscono controllo su federazioni, eventi e governance dello sport mondiale. Si ridefiniscono così le sfere d’influenza (spostamento del baricentro dallo Occidente) e si crea una interdipendenza asimmetrica: l’Europa diventa dipendente finanziariamente, riducendo così la sua capacità di critica politica verso questi regimi. Lo sport è diventato così termometro della crisi multipolare e strumento di guerra ibrida. Va difeso come spazio di regole condivise, integrazione e pedagogia, soprattutto nelle periferie europee, per contrastare radicalizzazione e divisioni.







