La tesi (riproposta ciclicamente) secondo cui gli italiani non esisterebbero come popolo, nazione o etnia, e sarebbero solo un’invenzione ottocentesca o un popolo “meticcio” è falsa. Dalla storia antropologica e linguistica emerge invece che un popolo italiano riconoscibile, con lingua e cultura comuni dalle Alpi alla Sicilia, esiste almeno dall’anno Mille. Le differenze regionali e dialettali non negano questa identità, ma la caratterizzano. Le invasioni successive dimostrano che dal Tardo Medioevo in poi è sempre più difficile l’assimilazione di masse di immigrati, poiché le identità sono strutturate e le comunità tendono a conservare la loro nazionalità d’origine.
SOMMARIO ESECUTIVO
- Ciclicamente viene riportato alla ribalta sui media il tema della presunta “inesistenza” degli italiani come nazione, popolo ed etnia.
I sostenitori di questa tesi la usano come giustificazione per l’accoglienza indiscriminata degli immigrati e perfino per la sostituzione etnica, affermando che gli italiani sarebbero per loro natura “meticci” oppure una “invenzione” del nazionalismo ottocentesco, e che pertanto non meritano d’essere tutelati nella propria specificità. - La storia antropologica e linguistica della Penisola invece dimostra che il popolo italiano esiste, ha caratteristiche specifiche ed evidenti, sia etnologiche che culturali.
- Almeno a partire dall’anno 1000 infatti esiste un “popolo italiano” che si riconosce come tale, viene riconosciuto come tale, possiede una lingua nazionale e una cultura unitaria dalle Alpi alla Sicilia.
- La storia delle invasioni del nostro territorio, al contrario, insegna come con l’avanzare dei secoli, a partire dal Tardo Medioevo la fusione fra genti autoctone e masse di immigrati sia sempre più difficile fino a diventare impossibile.
- Le differenze regionali e campanilistiche degli italiani non ne negano l’identità comune ma la contraddistinguono. Le forti identità cittadine e i dialetti sono caratteristiche dell’italianità.
Redattore del blog del Centro Studi Machiavelli "Belfablog", Emanuele Mastrangelo è redattore capo di "CulturaIdentità" e di "Storia in Rete". Cartografo storico-militare, è autore di vari libri (con Enrico Petrucci, Iconoclastia. La pazzia contagiosa dellacancel cultureche sta distruggendo la nostra storia e Wikipedia. L'enciclopedia libera e l'egemonia dell'informazione).
- Emanuele Mastrangelo
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