L’Italia affronta un aumento di malattie croniche (obesità, diabete, cardiovascolari, tumori, patologie epatiche) che pesano su salute e spesa del SSN. La qualità dell’alimentazione, favorita da filiere corte e prodotti territoriali freschi, rafforza la dieta mediterranea, potente strumento di prevenzione. Promuovere queste produzioni e la sovranità alimentare è quindi un investimento strategico di salute pubblica per ridurre le cronicità e sostenere il SSN.
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SOMMARIO ESECUTIVO
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L’Italia affronta una crescente sfida sanitaria legata all’aumento delle malattie croniche non trasmissibili, tra cui obesità, diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari, tumori e patologie epatiche su base metabolica. Tali condizioni rappresentano una delle principali cause di morbilità, mortalità e incremento della spesa sanitaria pubblica.
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In questo contesto, la qualità dell’alimentazione assume una rilevanza strategica non soltanto sul piano della salute individuale, ma anche della sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
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Le filiere territoriali e la filiera corta possono favorire una maggiore disponibilità di prodotti freschi, stagionali e meno processati, contribuendo a rafforzare l’adesione al modello alimentare mediterraneo.
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La dieta mediterranea rappresenta uno dei più solidi strumenti di prevenzione primaria disponibili, con evidenze consolidate nella riduzione del rischio cardiovascolare, metabolico e infiammatorio.
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La promozione delle produzioni territoriali e della cultura mediterranea può quindi essere interpretata non soltanto come politica agricola o culturale, ma come investimento strategico nel contesto della salute pubblica.
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In tale prospettiva, la sovranità alimentare assume una dimensione sanitaria. Oggi rafforzare la qualità nutrizionale della popolazione significa investire nella prevenzione delle malattie croniche, contribuire alla sostenibilità del SSN e tutelare il capitale umano del Paese.
Professore ordinario di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.
Responsabile del Centro per la Diagnosi e Cura delle Malattie Croniche del Fegato presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.

