Il testo seguente è tratto dall’intervento dell’On. Simone Billi, presidente dell’Intergruppo Protezione Innovazione Tecnologica, al convegno “Il Centro di Mediazione e Arbitrato Brevettuale (PMAC) del Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB”), svoltosi a Milano il 21 aprile 2026.
The Tribunale Unificato dei Brevetti (UPC) è una nuova giurisdizione internazionale comune ai 18 Stati europei che hanno ratificato l’Accordo istitutivo, competente in materia di brevetti europei e brevetto unitario. Il sistema prevede una divisione centrale, articolata tra Parigi, Monaco e Milano, affiancata da una rete di divisioni locali distribuite nei Paesi contraenti. Accanto ad esso è previsto il Patent Mediation and Arbitration Centre (PMAC), il centro dedicato alla risoluzione alternativa delle controversie – in particolare mediazione e arbitrato – la cui inaugurazione è prevista nel prossimo mese di giugno.
Si tratta di due elementi centrali di un sistema giurisdizionale specializzato che non nasce per sostituire i sistemi nazionali, ma per rafforzarli e renderli più efficaci, soprattutto in un contesto economico e tecnologico sempre più globale. Fino ad oggi, infatti, la tutela giurisdizionale dei brevetti in Europa è stata esercitata a livello nazionale, attraverso tribunali indipendenti nei diversi Paesi, con il rischio di decisioni divergenti sul medesimo titolo. Un modello che ha garantito qualità giuridica e tutela dell’innovazione, ma che ha mostrato limiti crescenti con l’aumentare dell’integrazione economica e della competizione internazionale, soprattutto nella fase di enforcement.
Il panorama globale
Oggi le imprese operano in un contesto globale e altamente competitivo. Negli Stati Uniti, la tutela della proprietà industriale applicata in modo uniforme rappresenta da sempre una leva strategica per sostenere l’innovazione tecnologica, la crescita economica e la creazione di lavoro qualificato. Anche altri grandi attori globali, come la Cina, stanno rafforzando i propri strumenti di tutela dell’innovazione. In questo scenario, l’Italia e l’Europa non possono permettersi di restare indietro. Si tratta di una sfida che i singoli Stati difficilmente possono affrontare da soli, ma che può essere gestita con maggiore efficacia attraverso una cooperazione più stretta e la costruzione di strumenti comuni. È in questa prospettiva che si inserisce il sistema UPC: non come risposta difensiva, ma come leva per rafforzare la competitività europea, offrendo alle imprese – europee ed extra-europee – un quadro più coerente, integrato e prevedibile. I primi dati di funzionamento confermano questa direzione. Dalla sua entrata in vigore, il 1° giugno 2023, il Tribunale ha registrato una crescita progressiva del contenzioso, segno che il sistema è utilizzato e sta trovando un proprio spazio operativo accanto agli strumenti tradizionali.
Allo stesso tempo, emerge una tendenza iniziale alla concentrazione del contenzioso in alcune sedi. In particolare, circa il 70% dei procedimenti di primo grado risulta incardinato presso divisioni tedesche. Questa concentrazione riflette in larga parte il peso del tessuto industriale tedesco e l’elevato numero di brevetti che fanno capo a quel mercato. Si tratta di una dinamica comprensibile, che tuttavia richiama l’esigenza di accompagnare lo sviluppo del sistema verso un equilibrio più ampio tra le diverse sedi, valorizzando il contributo di tutti i Paesi aderenti.
Come si è arrivati al Tribunale
Il percorso che ha portato alla creazione dell’UPC è stato lungo e articolato. Le tappe fondamentali sono state: l’adozione dei regolamenti europei sul brevetto unitario nel 2012, la firma dell’Accordo nel 2013, il lavoro preparatorio durato circa un decennio, la ratifica decisiva della Germania nel 2023 e, infine, l’entrata in vigore del sistema. Questo dimostra un elemento essenziale: l’UPC non è un’istituzione autonoma, ma una struttura costruita e governata dagli Stati stessi, attraverso il Comitato Amministrativo, composto da un rappresentante per ciascun Paese.
In questo percorso, l’Italia ha svolto un ruolo attivo. Già nel 2019 il Parlamento ha approvato una mozione per sostenere la candidatura italiana al trasferimento della divisione originariamente prevista a Londra. Nel 2023 il tema è stato rilanciato attraverso audizioni e approfondimenti parlamentari, fino all’intesa politica con Francia e Germania per l’assegnazione a Milano della sezione della divisione centrale. Nel febbraio 2024 è stato infine approvato l’accordo di sede. La presenza di una divisione a Milano rappresenta un risultato importante, perché consente di attrarre contenzioso internazionale, competenze specialistiche e investimenti nel settore della proprietà industriale.
Un sistema giurisdizionale integrato è infatti un fattore determinante per attrarre investimenti, favorire l’insediamento di imprese e sostenere lo sviluppo industriale. In questo contesto, il PMAC rappresenta un ulteriore tassello del sistema. Il Centro offrirà strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, attivabili sia prima sia durante un procedimento giudiziario, consentendo alle parti di individuare soluzioni più rapide, flessibili e potenzialmente meno onerose rispetto al contenzioso. Si tratta di strumenti particolarmente rilevanti per le piccole e medie imprese italiane ed europee.
Il rafforzamento del sistema europeo dei brevetti si inserisce quindi in una strategia più ampia, legata alla capacità dell’Europa di competere sul piano globale, attrarre innovazione e trattenere valore all’interno del proprio sistema economico. Il sistema non è perfetto, ma rappresenta un passo avanti importante. La sfida, oggi, è migliorarlo, consolidarlo e farlo crescere, rafforzando nel tempo anche il ruolo dell’Italia all’interno di questo nuovo equilibrio. Perché dove c’è certezza del diritto, ci sono investimenti. E dove ci sono investimenti, ci sono lavoro e crescita.
Congressman elected to the Chamber of Deputies in the Foreign - Europe Circumscription. Group leader of Lega in the Foreign Affairs Committee and chairman of the Committee for Italians in the World. He holds a degree in industrial engineering and is an executive in the intellectual property sector.






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