L’On. Simone Billi, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Protezione dell’Innovazione Tecnologica, è intervenuto all’Annual Meeting della European Patent Litigators Association tenutosi a Milano. L’evento, dedicato al tema “Roles of National Governments in the Establishment of the Unified Patent Court”, ha riunito esperti e stakeholder internazionali per fare il punto sul percorso istituzionale del Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB/UPC) e sul ruolo chiave dei governi nazionali nella sua realizzazione.

Sommario esecutivo

Il Tribunale Unificato dei Brevetti rappresenta un importante traguardo istituzionale europeo, rafforzando cooperazione, competitività e tutela dell’innovazione tra gli Stati membri. In un contesto globale sempre più competitivo, le future sfide tecnologiche, industriali e di reshoring non possono essere affrontate dai singoli Paesi europei da soli, ma richiedono istituzioni comuni, cooperazione e visione condivisa.

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Il lungo cammino storico verso l’armonizzazione brevettuale

L’innovazione ha sempre attraversato i confini. La tutela della proprietà intellettuale si è progressivamente evoluta per seguire questa realtà. La storia del diritto brevettuale è anche una storia di cooperazione internazionale e di progressiva armonizzazione giuridica.

Per oltre 140 anni, i Governi hanno riconosciuto che l’innovazione non poteva svilupparsi pienamente all’interno di sistemi giuridici frammentati. Importanti tappe hanno plasmato il quadro internazionale della proprietà intellettuale: dalla Convenzione di Parigi del 1883 (con i principi di trattamento nazionale e diritto di priorità) alla Convenzione di Berna del 1886, dalla Convenzione di Strasburgo del 1963 alla nascita dell’OMPI nel 1967, dal Patent Cooperation Treaty del 1970 alla Convenzione sul Brevetto Europeo del 1973, fino all’Accordo TRIPS del 1994 e alle direttive europee sull’enforcement e sulla protezione del software.

Il Tribunale Unificato dei Brevetti deve quindi essere considerato all’interno di questo più ampio percorso storico. Non è nato in isolamento, ma rappresenta uno degli sviluppi istituzionali più ambiziosi del processo di integrazione europea.

Fin dall’inizio, l’obiettivo del TUB era chiaro: certezza del diritto, riduzione della frammentazione e sostegno all’innovazione. Per raggiungerlo non bastava armonizzare le regole: era necessario creare un’istituzione giudiziaria comune tra diversi Paesi, un’infrastruttura giuridica condivisa che richiedeva ai Governi di cooperare non solo politicamente, ma anche istituzionalmente e costituzionalmente.

La sfida dell’enforcement e il ruolo dei Governi nazionali

Per decenni l’Europa ha affrontato una contraddizione strutturale: i brevetti europei venivano concessi centralmente dall’Ufficio Europeo dei Brevetti, ma l’enforcement rimaneva frammentato nei tribunali nazionali. Ciò generava procedimenti paralleli, decisioni divergenti, costi elevati e incertezza.

Gli Stati membri hanno compreso che politica dell’innovazione, competitività industriale e infrastruttura giuridica erano diventate inseparabili. Nel febbraio 2013 è stato firmato l’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti (UPCA), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE il 20 giugno 2013. L’Accordo ha istituito una Corte di Primo Grado (con sezioni locali, regionali e una Divisione Centrale), una Corte d’Appello a Lussemburgo, una Cancelleria e il Centro Brevettuale di Mediazione e Arbitrato.

L’istituzione del TUB ha richiesto fiducia reciproca, compatibilità costituzionale, legittimazione parlamentare e impegno politico di lungo periodo. Oggi 18 Stati membri hanno ratificato l’UPCA, rendendo operativo un sistema giudiziario comune.

Esempi nazionali: Germania, Francia e il contributo italiano dopo la Brexit

La Germania ha incarnato la perseveranza costituzionale. Dopo la firma nel 2013 e la prima ratifica nel 2017, la Corte Costituzionale Federale (sentenza del 13 febbraio 2020, caso 2 BvR 739/17) ha annullato la legge per vizio di maggioranza parlamentare, non per incompatibilità di principio con la Costituzione. Una nuova legge è stata approvata e la ratifica depositata il 17 febbraio 2023, dimostrando che le grandi riforme europee richiedono solidità costituzionale e legittimazione democratica.

La Francia ha fornito continuità istituzionale: ha ratificato precocemente e ospita la sede della Divisione Centrale a Parigi. Il tandem franco-tedesco ha rappresentato un elemento di stabilità durante le negoziazioni.

L’Italia ha svolto un ruolo decisivo nella fase post-Brexit. Dopo la ratifica con Legge n. 214/2016 e il ritiro del Regno Unito (luglio 2020), l’Italia ha candidato Milano come nuova sede della Divisione Centrale. Il 26 giugno 2023 l’Administrative Committee ha approvato la sostituzione di Londra con Milano ai sensi dell’art. 87(2) UPCA. Il Seat Agreement è stato firmato il 26 gennaio 2024 e la sede di Milano è diventata operativa il 27 giugno 2024. Si tratta di un successo per l’Italia e per l’equilibrio istituzionale europeo.

Il Protocollo di Applicazione Provvisoria (in vigore dal 19 gennaio 2022) ha permesso la nomina dei giudici, la preparazione amministrativa e l’elaborazione delle Rules of Procedure, consentendo l’avvio effettivo del TUB il 1° giugno 2023.

Prospettive future: competitività e reshoring strategico

Accanto alle strutture giudiziarie, l’UPCA ha istituito il Centro Brevettuale di Mediazione e Arbitrato (PMAC), la cui inaugurazione si terrà lunedì a Lubiana, dove l’On. Billi terrà il discorso di apertura insieme al Direttore Aleš Zalar. Questo strumento riflette la maturità del sistema, che privilegia soluzioni diversificate per le controversie.Il TUB non riguarda solo il contenzioso brevettuale. Rafforza l’Europa come luogo favorevole all’innovazione, agli investimenti e allo sviluppo industriale. In un contesto di catene globali del valore in evoluzione, competizione tecnologica accelerata, necessità di resilienza delle industrie strategiche, sovranità tecnologica e reshoring, una governance efficiente della proprietà intellettuale diventa vera politica industriale.

Procedure più rapide, maggiore coerenza, enforcement prevedibile e protezione transfrontaliera rafforzano la competitività europea, l’attrattività per gli investimenti e la capacità di attrarre e trattenere innovazione.

Da Parigi nel 1883 a Monaco nel 1973, da Lussemburgo a Parigi, Monaco e Milano oggi, l’Europa ha costruito non solo strumenti giuridici, ma istituzioni. E le istituzioni rimangono uno dei più grandi vantaggi strategici del nostro continente.

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Congressman elected to the Chamber of Deputies in the Foreign - Europe Circumscription. Group leader of Lega in the Foreign Affairs Committee and chairman of the Committee for Italians in the World. He holds a degree in industrial engineering and is an executive in the intellectual property sector.