Il 25 aprile, la memoria e l’«uso pubblico della Storia» (parte 1)
Il 25 aprile 2026 si conferma una data ancora fortemente divisiva. Alla base di questa mancata condivisibilità, la costruzione di una «memoria pubblica» antifascista, selettiva e politicamente orientata, che ha prevalso sulla storiografia e ha esaltato il ruolo della Resistenza minimizzando quello degli Alleati ma anche il vissuto dell'Italia pre-25 aprile 1945. Questa narrazione ha creato un «fascismo mitico» utile a legittimare uno spostamento a sinistra della politica italiana, ma ha ostacolato una memoria condivisa e una vera pacificazione nazionale.








