Dal passaporto al grafo delle relazioni: la sorveglianza cinese degli stranieri entra nella fase della fusione informativa
La sorveglianza degli stranieri in Cina non riguarda più soltanto la possibilità di identificarne il volto, registrarne il soggiorno o seguirne gli spostamenti. Il punto strategico è la fusione delle funzioni che trasformano la vita ordinaria in un profilo operativo: documenti, visti, trasporti, strutture ricettive, accessi sanitari, pagamenti, videosorveglianza, luoghi frequentati, reti professionali e relazioni sociali. Il caso della Dynamic Control Platform for Overseas Personnel non prova da solo un impiego nazionale e pienamente operativo di ogni modulo, tuttavia è in grado di mostrare l’architettura verso cui converge la smart policing cinese: non una singola telecamera, ma un layer di intelligence capace di correlare identità, traiettorie, eventi e legami per orientare allerta, controllo e decisione.



