Sono in tanti a non voler più sentir parlare di COVID. Fu un periodo terribile, anche perché ci piombò addosso in modo rapido e inaspettato. La popolazione rispose, in generale, con sottomissione alle nuove regole, anche a quelle che apparivano assurde, e con fiducia nelle istituzioni che le imponevano.

Ricordare tutto

Invece, è essenziale ricordare questo periodo, rivalutare quello che fu detto dai vari “esperti” e quello che fu fatto dai vari politici in carica, specialmente oggi che abbiamo nuovi dati, esilaranti e allo stesso tempo sconvolgenti, che emergono dalla pubblicazione dei diari di Anthony Fauci, la persona che a quel tempo fu al centro dell’ammirazione pubblica e della fiducia dei media. Tra le numerose onorificenze, nel 2020 ricevette l’Ordine al merito della Repubblica Italiana (OMRI), il più alto tra gli ordini della nazione.

È essenziale non dimenticare, per essere pronti alla prossima occasione, quando, inevitabilmente, una nuova emergenza, vera o fasulla, sarà usata per creare un altro panico e un’altra scusa per controlli ed estorsioni.

C’è una frase famosa attribuita al presidente americano Abraham Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo”. Insomma, prima o poi i nodi vengono al pettine. Per fortuna, abbiamo avuto persone determinate e competenti che, da anni, ci hanno presentato fatti, dati e accuse contro Fauci, primo tra tutti il senatore Rand Paul che, pochi giorni fa, è riuscito a far autorizzare la pubblicazione di circa mille pagine dei diari personali di Fauci.

Gravi accuse

È da anni che Fauci viene accusato di gravi azioni e di aver mentito durante l’emergenza COVID, alimentando un allarmismo ingiustificato per fini di fama e di carriera. In particolare, fu accusato di aver mentito al Congresso sul fatto che il National Institutes of Health (NIH) americano avesse finanziato la ricerca sul guadagno di funzione tramite la EcoHealth Alliance presso l’Istituto di Virologia di Wuhan in Cina. Fu accusato di aver sconsigliato, all’inizio del 2020, l’uso delle mascherine, per poi raccomandarne l’uso a tutti, compresi i giovani e i giovanissimi. Ha ammesso che la “distanza di sicurezza” di due metri che era stata imposta non aveva alcuna base scientifica. E, dopo aver stanziato ingenti fondi all’Istituto di Virologia cinese di Wuhan, fu accusato di proteggere la reputazione di quest’Istituto, negando ripetutamente ogni possibile responsabilità cinese per la pandemia mondiale.

L’evidenza dai diari

Fauci è stato protetto dalle istituzioni, dai media e da molti politici. Ha addirittura ricevuto una grazia preventiva, completa e incondizionata dall’ex presidente Joe Biden nel gennaio 2025. Un caso più unico che raro.

Ma ora non ci sono più scuse: i diari di Fauci mostrano un’ossessione grottesca per la fama e il potere, e rivelano importanti contraddizioni tra quello che scriveva e quello che diceva, tra i numeri che ammetteva per iscritto e quelli (estremamente allarmistici) che sparava durante le interviste, tra quello che diceva di sapere nei diari e le raccomandazioni che dava agli uomini di potere, che purtroppo lo ascoltavano.

Fauci motore primo dell’allarmismo

Anthony Fauci fu il centro del ciclone COVID. Il presidente Trump nominò Fauci a far parte della White House Coronavirus Task Force all’inizio del 2020 per aiutare a gestire la risposta federale alla pandemia. I due si sono spesso scontrati in pubblico nel 2020 su messaggi di salute pubblica, sulle linee guida sulle mascherine, e sui trattamenti medici per il COVID.

Fauci fu il principale sostenitore dell’allarmismo COVID. Questo potrebbe essere perdonato se si interpretano i suoi suggerimenti come cautelativi, cioè come un invito a fare più del necessario per salvare più vite. In realtà, i suoi diari mostrano che lui era al corrente dei veri valori (0,2%, 0,3%) della mortalità da COVID, mentre dall’alto della sua autorità e competenza, citava valori dieci volte più alti, 2% – 2,5%, scatenando il panico.

Ecco cosa scriveva Fauci nel diario nel febbraio del 2020:

Tom Frieden mi ha chiamato questa mattina e abbiamo discusso vari aspetti dell’epidemia. Lui ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda nel pensare che questa si comporti come una grave influenza nella sua trasmissibilità e che il denominatore sia molto più alto di 34.867 (sopra), rendendo il tasso di mortalità (CFR) più vicino allo 0,2-0,3% piuttosto che al 2,0%.” .

Ma in marzo, in una intervista televisiva, dichiarava che “la mortalità per il coronavirus è circa due, due e mezzo percento”. E sempre in marzo, in una sua testimonianza davanti al Congresso USA, diceva “L’influenza stagionale con cui ci confrontiamo ogni anno ha una mortalità dello 0,1 percento. La mortalità COVID complessiva, se si guardano tutti i dati, inclusi i dati della Cina, è circa il 3 per cento“.

La misura della mortalità

Per capire questi numeri, bisogna capire cosa è la percentuale di mortalità. Se un milione di persone (N) sono contagiate e mille (M) muoiono, la mortalità è M/N, e cioè lo 0,1%. Ma, con un numero enorme di persone contagiate da COVID a loro insaputa, senza sintomi e quindi non correttamente conteggiate, il calcolo può dare risultati falsi, e cioè sottostimare il denominatore N e, conseguentemente, sovrastimare la mortalità. E poi sappiamo che molti sono morti con il COVID, ma non di COVID. Di nuovo, il calcolo può sovrastimare la mortalità. E di molto.

Il dottor Fauci sapeva di questa possibile enorme sovrastima? Ma certo che lo sapeva, ed infatti lo troviamo oggi scritto nei suoi diari. Ma scelse l’allarmismo, scelse di moltiplicare la mortalità per 10 o 20, per fama e potere, come pure confermato nei diari, dove troviamo espressioni quali:

La situazione della mia fama nazionale e internazionale è esplosiva e davvero inimmaginabile. Non è un’esagerazione dire che oggi sono la persona più famosa e di cui si parla nel paese e una delle più riconoscibili al mondo”.

Chiusure e lockdown

Fauci ha insistito sul fatto di non essere responsabile delle rigide politiche di lockdown adottate da molti stati e molte località durante la pandemia. Ma ecco invece cosa troviamo scritto nei diari:

Ho parlato con Bill de Blasio [Sindaco di New York] e l’ho convinto, basandomi su ciò che dicevo pubblicamente e sulla nostra conversazione di stasera, a chiudere le scuole di New York (lo aveva già deciso in base a quello che dicevo in TV). Poi gli ho detto che avrebbe dovuto chiudere i bar e i ristoranti. Lui ha detto che si sarebbe basato sulla mia raccomandazione”.

Ed anche:

Ho avuto una telefonata simile con Ann O’Leary, la responsabile del governo Gavin Newsom della California. Ann ha detto che, basandosi sulle mie apparizioni televisive di oggi e di ieri, il governatore ha deciso di chiudere le scuole in California, così come i bar e i ristoranti”.

Le conseguenze le sappiamo. I lockdown hanno limitato e spesso interrotto completamente l’assistenza sanitaria, aumentato l’uso di droghe illegali, aumentato i suicidi, causato danni psicologici enormi, come la disforia di genere, specie ai più giovani, aumentato gli abusi sui bambini e i danni da autolesionismo tra i ragazzi. Si è stimato che almeno un terzo della mortalità durante la pandemia sia attribuibile ai lockdown e non al COVID. Insomma, non c’è alcuna evidenza che i lockdown abbiano salvato vite in modo statisticamente misurabile, ma c’è piena evidenza del contrario. Infatti, gli stati che non si lasciarono trascinare dal panico e dalle ossessioni di lockdown e mascherine (Dakota, Florida, e anche la Svezia) non ebbero una mortalità superiore a quella delle altre zone.

The caso della Florida è particolarmente indicativo, perché fu l’unico tra i grandi stati degli USA a cercare di rispettare le libertà costituzionali della popolazione. Per parecchi mesi il business negli Stati Uniti fu frenato da stringenti misure protettive, molte delle quali assurde e inutili. In molti stati, incontri di lavoro, viaggi e conferenze non erano permessi, per cui la Florida, offrendo piena libertà di movimento, si trovò ad attirare ed ospitare tutte queste attività professionali e sociali. La mortalità da COVID in Florida rimase nella media, sebbene avesse una popolazione più anziana e vulnerabile, essendo uno Stato che attira molti pensionati per il clima mite ed un fisco meno accaparratore.

Evidenze ed Imbrogli

Era evidente fin dall’inizio che le azioni di prevenzione avrebbero dovuto limitarsi ai settori più vulnerabili della popolazione, invece di rovinare la vita dei giovani, distruggere milioni di piccole attività lavorative e far accumulare enormi debiti che ancora oggi gravano sui bilanci dei vari stati.

Alcuni si accorsero subito di questo imbroglio. Nell’ottobre 2020, pochi ma eminenti scienziati firmarono la Great Barrington Declaration, in cui scrissero:

In qualità di epidemiologi delle malattie infettive e di scienziati della salute pubblica, siamo molto preoccupati per gli effetti dannosi sulla salute fisica e mentale causati dalle politiche adottate dai Governi in materia di COVID-19, e raccomandiamo un approccio che chiamiamo “Protezione Focalizzata” (Focused Protection)”.

Fauci fu uno dei maggiori critici di questa Declaration, rifiutò ogni dialogo scientifico con gli scienziati che l’avevano firmata ed addirittura partecipò al boicottaggio delle loro carriere scientifiche.

Oggi, uno dei firmatari più importanti della Declaration – il Dr. Jay Bhattacharya – è ora il nuovo direttore del prestigioso National Institutes of Health (NIH). Fauci invece e sotto investigazione da parte del Senato e rischia grosso. Ha pensato di difendersi invocando il Quinto Emendamento 111 volte, rifiutando così di rispondere alle domande dei senatori. Molti considerano questo atto una confessione di colpevolezza.

La fiducia del pubblico

Molti esperti medici, scienziati e funzionari della sanità pubblica si sono chiesti perché la fiducia pubblica nei loro confronti sia diminuita così drasticamente dall’inizio della pandemia COVID. Più di ogni altro, Anthony Fauci ha rafforzato i sospetti del pubblico sull’onestà dei funzionari sanitari pubblici — e stiamo ancora pagando il prezzo della sua duplicità.

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Ricercatore scientifico e consulente specializzato in studi sull'inquinamento atmosferico. Ha pubblicato centinaia di articoli scientifici e di rapporti tecnici. È spesso chiamato a testimoniare in casi giudiziari relativi ad incidenti ambientali. Collabora periodicamente a riviste online italiane.