L’Orologio dell’Apocalisse segna 1 minuto e 25 secondi alla mezzanotte da gennaio 2026, il livello più alto di sempre. A spingere le lancette, cinque crisi che coinvolgono potenze nucleari: Russia-Ucraina, Israele-USA vs Iran, India-Pakistan, l’ingresso della Corea del Nord nel club nucleare e la tensione Cina-Taiwan.
Dopo decenni di tabù assoluto, infatti, l’uso dell’arma nucleare non è più impensabile. Tecnicamente una bomba può essere impiegata con fallout radioattivo limitato se detonata in quota, rendendola un’opzione militare praticabile oltre la deterrenza.
La Guerra Fredda ha dimostrato che la superbomba ha reso impossibile una guerra totale tra superpotenze grazie alla Mutua Distruzione Assicurata. Oggi però nazioni minori o in difficoltà (Israele, Pakistan, Corea del Nord, Russia, Iran e gli stessi USA) potrebbero considerarne l’uso tattico o dimostrativo quando sentono minacciata la propria sopravvivenza.
Mentre in Russia il potente consigliere Karaganov suggerisce l’impiego dimostrativo di una bomba atomica, nel conflitto in corso con l’Iran, USA e Israele potrebbero essere tentati di usare armi nucleari bunker-buster contro gli impianti sotterranei. L’Iran, dopo l’uccisione di Khamenei, dal canto suo potrebbe accelerare il proprio programma atomico rinunciando alle remore morali che l’hanno finora trattenuto.
Il tabù nucleare sta cedendo: per la prima volta dagli anni ’50 si torna a parlare concretamente di possibile impiego dell’atomica in un conflitto reale.

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EXECUTIVE SUMMARY

  • Dopo Hiroshima e Nagasaki l’uso delle armi atomiche è diventato un tabù politico e culturale, che però si sta progressivamente indebolendo nelle crisi attuali.
  • Le bombe nucleari non sono strumenti apocalittici indiscriminati; sono ordigni che alcuni attori potrebbero ritenere impiegabili in modo razionale quando il rapporto costi-benefici è favorevole, soprattutto con detonazioni in quota che minimizzano il fallout radioattivo.
  • Il rischio di contaminazione è relativo e gestibile; le esplosioni aeree producono ricadute trascurabili (come dimostrato a Hiroshima e Nagasaki), mentre solo le detonazioni al suolo generano un fallout significativo.
  • Oggi cinque situazioni pericolose coinvolgono potenze nucleari: ingresso della Corea del Nord nel club atomico, conflitto russo-ucraino, scontri India-Pakistan, crisi sino-taiwanese e guerra USA-Israele contro l’Iran.
  • In contesti di minaccia esistenziale o di stallo convenzionale, potenze razionali potrebbero rompere il tabù nucleare con armi tattiche o dimostrative; la deterrenza rimane forte, ma non più assoluta.

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Un minuto a mezzanotte. Il rischio di un attacco nucleare nelle crisi attuali
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Redattore del blog del Centro Studi Machiavelli "Belfablog", Emanuele Mastrangelo è redattore capo di "CulturaIdentità" e di "Storia in Rete". Cartografo storico-militare, è autore di vari libri (con Enrico Petrucci, Iconoclastia. La pazzia contagiosa dellacancel cultureche sta distruggendo la nostra storia and Wikipedia. L'enciclopedia libera e l'egemonia dell'informazione).