Lo scorso 27 gennaio presso il Centro Polifunzionale Sperimentale dell’Esercito a Montelibretti, Roma, si è tenuta la cerimonia per la consegna dei primi quattro esemplari di KF41 Lynx, il nuovo mezzo da combattimento fanteria che nel giro di qualche anno andrà a costituire la spina dorsale delle forze corazzate del nostro esercito.
L’arrivo di questi primi quattro esemplari prodotti dalla Rheinmetall secondo lo standard ungherese, primo operatore del KF41 Lynx, era stato preceduto da una certa attesa: il convoglio di trasporti speciali con i quattro cingolati con mimetica e insegne italiane era già stato avvistato sulle autostrade italiane nei giorni precedenti. La cerimonia di consegna è stata in linea con l’attesa e quello che rappresenterà il Lynx per il futuro dell’Esercito: un salto di qualità, ma anche di quantità.
Hanno presenziato alla consegna i rappresentati delle istituzioni: ministro Guido Crosetto con generali Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Mauro D’Ubaldi, Vice Segretario Generale della Difesa e Angelo Assorati, Direttore della Direzione Armamenti Terrestri.
Assieme ai vertici della Rheinmetall, che ha sviluppato il KF41 Lynx, quelli della Leonardo che con l’azienda tedesca ha realizzato una joint venture: LRMV, Leonardo Rheinmetall Military Vehicle, finalizzata allo sviluppo e la produzione della versione italiana del Lynx e del futuro MBT, Main Battle Tank, italiano il KF51 Panther. Per Rheinmetall erano presenti Alessandro Ercolani e Bjorn Bernhard, amministratore delegato di Italia e Responsabile della Divisione Vehicle System Europe. Per Leonardo l’amministratore delegato Roberto Cingolani. E per la joint venture LRMV Laurent Sissmann e David Hoeder, amministratore delegato e presidente esecutivo di LRMV.
Non solo Dardo: il programma A2CS
Il KF41 (KF sta per Kettenfahrzeug, cingolato) era stato presentato dalla Rheinmetall all’Eurosatory 2018, preceduto due anni prima dalla versione leggermente più piccola KF31, venendo selezionato dall’esercito ungherese nel 2020.
The Lynx è apparso subito come il mezzo ideale per andare a sostituire gli IFV attualmente in dotazione all’Esercito i VCC-80 Dardo. Come era già stato evidenziato durante il convegno Machiavelli Difesa del giugno 2024, La forza terrestre e la sfida dell’innovazione, gli IFV Dardo, nonostante i poco più di vent’anni di servizio, non erano meritevoli di ulteriori sviluppi e aggiornamenti nel nuovo contesto tattico-strategico maturato dal conflitto russo-ucraino, mentre per gli MBT Ariete si poteva procedere con l’upgrade C-2 come interim prima del futuro arrivo dei Panther.
The Lynx non rappresenta soltanto il mezzo che andrà a sostituire i veicoli da combattimento fanteria Dardo, entrato in servizio a partire dal 2002, ma il cui sviluppo risale alla prima metà degli anni ’90. Il Lynx rappresenta infatti la pietra d’angolo del programma Army Armored Combat System, A2CS, destinato a rivoluzionare, più che rinnovare l’approccio del nostro esercito alla propria componente corazzata.
Il programma A2CS, erede dell’AICS, Armoured Infantry Combat System, avviato nel 2021, prevede che dalla piattaforma del Lynx derivino cinque linee principali per la bellezza di 16 piattaforme.
Non solo l’IFV con un pezzo in torretta da 30 mm. Ma anche varianti per il supporto di artiglieria. All’Eurosatory di giugno, la Rheinmetall aveva presentato un KF41 Lynx 120 Fire Support dotato di torretta HITFACT Mk II realizzata dalla Leonardo. Varianti contraeree, semoventi con mortaio, e cingolati senza torretta come carri comando, portaferiti, trasporto munizionamento.
I sedici “allestimenti” del Lynx copriranno una fornitura di 1.050 esemplari. Si consideri che del VCC-80 Dardo ne erano stati prodotti solo 200 esemplari, anche perché come trasporto fanteria erano stati mantenuti in servizio i VCC-1 e VCC-2 Camillino, derivati dell’M113 statunitense, i cui ultimi esemplari sono stati ritirati nel 2020.
Il primo lotto
I primi quattro Lynx consegnati al CEPOLISPE, a cui si aggiungerà presto un quinto, sono nell’allestimento in uso all’esercito ungherese, dotati di torretta Rheinmetall Lance 2.0 con un pezzo da 30 m.
A questi mezzi seguirà un lotto di 16 Lynx con torretta Leonardo HITFIST 30 Plus/X-GUN sotto la qualifica UOR, Urgent Operational Requirement, che da programma dovrebbero arrivare per l’ottobre 2026. Torretta, esposta all’evento al CEPOLISPE, che sarà poi installata anche su questi primi cinque KF41.
I primi cinque Lynx serviranno quindi a prendere confidenza con il nuovo mezzo, ancorché in una versione non definitiva, di modo da velocizzarne l’implementazione.
Le altre caratteristiche dei Lynx italiani
I primi cinque Lynx consegnati sono privi del sistema APS, Active Protection System, i sistemi di protezione attiva contro armi anticarro come il celebre Trophy israeliano. Il KF41 prevede il sistema della Rheinmetall StrikeShield, non è noto se i Lynx italiani saranno equipaggiati con questo sistema o con altri APS in sviluppo.
Come scrive Eugenio Po su Rivista Italiana Difesa, per i futuri mezzi di serie italiani ci saranno altre novità. Innanzitutto, le torrette HITFIST senza equipaggio con un pezzo X-Gun da 30 mm.
E poi la motorizzazione. Anziché il diesel Liebherr D976 sei cilindri in linea, il Vector V8 di IDV, Iveco Defence Vehicles. Motore nazionale non soltanto per una scelta autarchica, ma la necessità di massimizzare le componenti in comune con i mezzi già in servizio. Il Vector V8 è infatti installato sulle Centauro II, evoluzione delle Centauro, il primo cacciacarri ruotato ad entrare in servizio nel 1991.
Mezzo che per mobilità e capacità di fuoco per anni ha rappresentato il fiore all’occhiello del comparto dell’industria della difesa terrestre italiana. Un mezzo, che ancorché nella prima versione ormai radiata, secondo alcuni analisti sarebbe stato tra gli elementi determinanti per consentire alle forze ucraine di costringere alla ritirata le forze russe entrate nell’area occidentale della città di Kupjansk lo scorso dicembre. Le Centauro, in dotazione al 78° Separate Assault Air Regiment, sarebbero stati impiegati ovviamente non come cacciacarri, bensì come artiglieria mobile. E per quanto le Centauro in dotazione all’Ucraina siano un numero minimo, ad oggi, non sono confermate perdite.
KF41 e KF51
Evidente quindi la volontà di garantire, per quanto possibile, la maggior comunanza possibile di componentistica, tra le varie famiglie di mezzi. Sia con le attuali Centauro II, sia con i futuri KF51. Non solo un piccolo risparmio in termini di logistica e ricambi, ma che in un malaugurato contesto bellico, un dettaglio che può diventare determinante.
La consegna dei KF41 rappresenta quindi un primo tassello fondamentale sia per il rinnovo del parco mezzi dell’Esercito italiano sia per le prospettive della joint venture LRMV che riunendo il meglio dell’industria della difesa italiana e tedesca che con il KF41 sta dando prova di un approccio estremamente pragmatico nei confronti delle esigenze delle forze armate, al di là delle immediate ricadute industriali. Una prospettiva che fa ben sperare anche per il futuro MBT KF51 Panther sia in chiave nazionale, sia in un’eventuale prospettiva di export, in un mondo in cui lo spazio per l’industria europea della difesa deve tener conto dei nuovi competitor cresciuti negli ultimi dieci anni.
Foto: Di Lukas1325 – Opera propria, CC BY-SA 4.0
An essayist and popularizer, his publications include "Alessandro Blasetti. The forgotten father of Italian cinema" (Idrovolante, 2023). And with Emanuele Mastrangelo "Wikipedia. The Free Encyclopedia and the Hegemony of Information" (Bietti, 2013) and "Iconoclasm. The contagious insanity of the cancel culture that is destroying our history" (Eclectica, 2020).





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