Cos’è l’Iniziativa dei Tre Mari

La Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati ha approvato, lo scorso 20 gennaio, la risoluzione 7-00346, di cui sono primo firmatario insieme ai colleghi Billi, Coin e Crippa. Si tratta di un atto parlamentare che impegna il Governo italiano a intraprendere le iniziative necessarie per l’adesione del nostro Paese all’Iniziativa dei Tre Mari (Three Seas Initiative, o 3SI), un forum regionale che riunisce tredici Stati membri dell’Unione Europea situati lungo l’asse nord-sud tra i mari Baltico, Adriatico e Nero. Questa risoluzione rappresenta un passo cruciale per riposizionare l’Italia al centro delle dinamiche commerciali e geopolitiche europee, valorizzando le nostre infrastrutture e potenziando il nostro ruolo internazionale.

L’Iniziativa dei Tre Mari è nata nel 2015 come piattaforma di cooperazione tra Paesi dell’Europa Centrale e Orientale, con l’obiettivo di rafforzare la coesione infrastrutturale, energetica e digitale. Attualmente, ne fanno parte Austria, Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Il focus è sullo sviluppo di connessioni trasversali, come autostrade, ferrovie, gasdotti e reti digitali, per ridurre la dipendenza da rotte esterne e favorire l’integrazione economica. Nonostante la sua rilevanza, l’Italia non ne è ancora parte, un’assenza che appare anacronistica considerando i nostri interessi nazionali.

Tre Mari, IMEC e InCE: un “tridente” per la proiezione italiana

Nella risoluzione, si sottolinea come l’adesione all’Iniziativa dei Tre Mari si integri perfettamente con altre piattaforme in cui l’Italia è già coinvolta, come l’IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor) e l’InCE (Iniziativa Centro-Europea). L’IMEC è un corridoio economico che collega l’India all’Europa passando per il Medio Oriente, promuovendo commerci e investimenti in settori chiave come l’energia rinnovabile e le tecnologie digitali. L’InCE, invece, è un forum di cooperazione regionale che include Paesi dell’Europa Centrale e ha sede proprio a Trieste. Collegando questi tre ambiti – Tre Mari, IMEC e InCE – l’Italia potrebbe emergere come “cerniera” tra le direttrici Est-Ovest e Nord-Sud del continente. Non si tratta assolutamente di abbandonare l’InCE, di cui siamo membri fondatori e primo sponsor, ma di adottare un approccio a doppio binario: l’INCE come strumento di convergenza politico-regolatoria e diplomatica; i Tre Mari come piattaforma operativa e orientata agli investimenti.

Spiegando i contenuti della risoluzione, partiamo dalla premessa: l’Italia ha un interesse vitale a sviluppare legami con l’Europa Centrale e Orientale. Trieste, in particolare, potrebbe tornare a svolgere un ruolo di fulcro, simile a quello dell’epoca asburgica, quando era il principale porto della Mitteleuropa. Oggi, con l’espansione dei traffici globali, valorizzare il porto di Trieste significherebbe ampliare le opportunità per le nostre imprese, facilitando esportazioni verso mercati in crescita. La risoluzione impegna il Governo non solo a perfezionare l’adesione ai Tre Mari nel più breve tempo possibile, ma anche a promuovere interconnessioni tra queste iniziative, enfatizzando il ruolo italiano come perno strategico.

L’importanza di questa risoluzione va oltre l’aspetto economico. In un contesto globale segnato da instabilità – dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente alle tensioni commerciali – l’Italia può ambire a una centralità geografica che si traduce in maggiore influenza politica. Essere al centro di questi corridoi significa influenzare dinamiche nel Mediterraneo orientale, nei Balcani, in Medio Oriente e persino nell’Oceano Indiano. Inoltre, lo sviluppo infrastrutturale potrebbe contribuire a stabilizzare aree conflittuali adiacenti all’IMEC, favorendo dialoghi e ricomposizioni.

I benefici dell’adesione alla Tre Mari

Dal punto di vista economico, i benefici sono evidenti. Il sistema produttivo italiano, basato su PMI esportatrici, trarrebbe vantaggio da rotte più efficienti e sicure. Pensiamo alle esportazioni di macchinari, agroalimentare e moda verso l’Est Europa: con connessioni potenziate, potremmo competere meglio con potenze come la Germania, che già domina questi assi. Trieste, con il suo porto franco e la posizione logistica unica, diventerebbe un hub per merci provenienti dall’Asia via IMEC, ridistribuite verso il Nord Europa attraverso i Tre Mari. Questo vantaggio si è rafforzato ulteriormente con l’inserimento recente del porto di Trieste nel servizio Dragon di MSC, che collega direttamente l’Alto Adriatico alla costa orientale degli Stati Uniti (via porti come New York e Norfolk), creando un ponte transatlantico raro per un porto mediterraneo e migliorando l’accesso ai mercati americani per le nostre esportazioni settentrionali. A differenza di altri scali mediterranei, Trieste offre collegamenti ferroviari diretti ed efficienti verso il cuore industriale del continente, rendendola un nodo bidirezionale unico.

Geopoliticamente, l’adesione ai Tre Mari rafforza la nostra sovranità energetica. In un’era di transizione verde, i corridoi energetici dei Tre Mari – inclusi progetti come il Vertical Gas Corridor – potrebbero diversificare le forniture, riducendo la dipendenza da rotte instabili. Collegandoli all’IMEC, che include hub energetici in Arabia Saudita e Israele, l’Italia si posizionerebbe come ponte tra Europa e Indo-Pacifico, allineandosi con strategie UE come il Global Gateway. In parallelo, l’impegno italiano per l’espansione del porto di Misurata in Libia – siglato di recente con il coinvolgimento di MSC e partner qatarioti – rafforza la proiezione sud-mediterranea e euro-africana, integrando ulteriormente la nostra centralità logistica.

Non va trascurato l’aspetto di sicurezza. In un’Europa divisa tra Ovest e Est, l’Italia – storicamente mediatrice – può contribuire a una maggiore coesione, contrastando influenze esterne come quelle cinesi o russe. La risoluzione risponde anche a una valutazione in corso al Ministero degli Affari Esteri, come emerso dalla risposta all’interrogazione 5-04744 del 27 novembre 2025: è tempo di passare dalle parole ai fatti.

Il ruolo della Fondazione Machiavelli

Merita un riconoscimento particolare il contributo della Fondazione Machiavelli, che da anni porta avanti con lungimiranza questa causa, analizzando in profondità le opportunità per l’Italia e favorendo costantemente comunicazioni e dialoghi con partner esteri interessati. Un esempio emblematico è il convegno internazionale “The Three Seas Initiative and Italy“, organizzato alla Camera dei Deputati il 18 settembre 2023 con relatori da Austria, Italia, Ungheria e Stati Uniti. Recentemente, il report L’Iniziativa dei Tre Mari. Un’opzione per l’Italia? (pubblicato il 10 febbraio 2025) ha ulteriormente arricchito il dibattito, evidenziando come l’adesione possa attrarre investimenti, rafforzare la sicurezza energetica e posizionare Trieste come nodo centrale dei corridoi nord-sud, con benefici economici e geopolitici notevoli, specialmente in un contesto di crescente interesse statunitense.

In conclusione, questa risoluzione non è solo un atto formale, ma una visione strategica per l’Italia del futuro. Adottando un approccio proattivo, possiamo trasformare la nostra posizione periferica in un vantaggio centrale, beneficiando economia, politica e sicurezza. Invito il Governo a agire tempestivamente: l’Italia merita di essere protagonista, non spettatrice, nelle grandi rotte del XXI secolo.

formentini
+ post