Minacce a geometria variabile: escalation silenziosa della minaccia anarchica in Italia.
Il monitoraggio della minaccia terroristica si basa su strumenti diversi a livello nazionale ed europeo, ma la cooperazione assume sempre più un ruolo cruciale. In Italia, la Relazione annuale dell’Intelligence e il lavoro del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA) rappresentano i principali canali di valutazione strategica, integrati dalle Procure distrettuali antimafia e antiterrorismo (DDA) e dalle forze di polizia. Le autorità italiane distinguono attentamente tra atti di vandalismo o danneggiamento e quelli che possono essere considerati veri e propri atti di terrorismo o di eversione. Questa distinzione si basa soprattutto sull’intento e sulle motivazioni di chi compie l’azione. L’Europol adotta criteri differenti: nella categoria “left-wing & anarchist” vengono inclusi tutti gli episodi riconducibili a quell’area ideologica, anche se non sempre formalmente qualificati come terrorismo nei singoli ordinamenti nazionali. Ciò spiega lo scarto: i TE-SAT registrano numerosi attacchi in Italia e Grecia, mentre sul piano giudiziario italiano solo alcuni di questi procedimenti portano la formale contestazione di terrorismo. Il quadro italiano degli ultimi anni conferma la centralità del fenomeno anarchico-insurrezionalista. La Relazione annuale 2023 dell’Intelligence ha definito l’area anarchica come “il più concreto e insidioso vettore di minaccia” nello scenario interno. Gli episodi hanno spaziato da cortei e presidi fino ad atti di vandalismo, incendi e azioni con ordigni rudimentali, spesso rivendicate online attraverso siti d’area. Sul piano giudiziario, però, solo pochi fatti sono stati formalmente trattati come terrorismo. Il caso più significativo è quello di Pisa nel febbraio del 2023, quando un ordigno incendiario fu collocato presso il Tribunale cittadino: l’episodio, rivendicato online, ha portato nel settembre 2025 all’arresto di due militanti per “atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi”. Un secondo episodio, l’ordigno incendiario a Narni nell’aprile 2025 presso la sede dell’Università di Perugia, è ancora in fase di valutazione sotto il profilo del terrorismo. Compaiono però nelle cronache e nelle notizie diffuse dalle questure diverse azioni riconducibili alla matrice anarchica, sia per la tipologia di attacco che per gli obiettivi scelti. Nel 2023 una molotov viene lanciata contro un commissariato di Polizia a Roma, nello stesso anno si verificano una serie di attacchi incendiari all’Alta Velocità tra Firenze e Bologna, nel 2024 viene colpita la società Terna collegata al comparto Difesa, nel 2025 un attentato incendiario viene indirizzato contro una caserma dei Carabinieri a Firenze, è sospettata la pista anarchica anche per l’incendio delle auto della Polizia avvenuto al commissariato di Albano laziale.L’esperienza greca e il quadro europeo
Accanto all’Italia, la Grecia rimane l’altro epicentro europeo dell’attività anarchico-insurrezionalista. Gli attacchi sono principalmente incendi e sabotaggi e sono riconducibili a cellule anarchiche locali. Uno degli episodi che ha avuto una risonanza internazionale si è verificato nel 2022 con l’attentato incendiario all’auto di Susanna Schlein, primo consigliere dell’ambasciata d’Italia in Grecia. Qui, come in Italia, il modus operandi privilegia attacchi contro infrastrutture, sedi istituzionali, obiettivi economici e simbolici, mantenendo un basso livello di sofisticazione ma una forte capacità propagandistica. A livello più ampio, in Europa si segnalano anche episodi di eco-estremismo and convergenze con aree marxiste-leniniste, soprattutto in relazione a eventi internazionali come la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese.Il fronte composito del radicalismo contemporaneo: dinamiche, convergenze e sfide
Il caso italiano mostra il ruolo degli eventi globali nella propaganda, la crisi in Medio Oriente, il G7, i cantieri No TAV, sono stati costantemente inseriti nelle campagne di lotta e usati come mezzi di coesione collettiva. Accanto a queste traiettorie consolidate, negli ultimi anni si sono osservate convergenze tematiche che, pur non traducendosi in alleanze operative, hanno favorito momenti di coesistenza tattica nello spazio pubblico. La Relazione italiana 2025 ha evidenziato come le mobilitazioni pro-Palestina abbiano funzionato da aggregante per molte anime del dissenso rappresentando anche un punto di incontro tra componenti anarchiche, gruppi di estrema sinistra e, in alcuni casi, reti islamiste. Pur muovendosi da basi ideologiche differenti e in alcuni casi molto distanti su temi fondamentali come la libertà della persona, il femminismo, i “diritti Lgbt”, tali attori hanno condiviso la retorica antisionista e antimilitarista, la denuncia dell’“imperialismo occidentale” e il sostegno alla causa palestinese, dando vita a cortei e manifestazioni in cui queste realtà si sono trovate fianco a fianco dando vita a scontri violenti contro le forze di polizia e il personale dedicato al mantenimento dell’ordine pubblico. Le relazioni italiane 2023 and 2025 confermano questa dinamica, segnalando come i movimenti di opposizione radicale riescano a saldare antimilitarismo, antirepressione, antifascismo e ambientalismo militante, dando vita a un fronte composito. La sfida per le autorità non consiste soltanto nell’intercettare gli attacchi, ma anche nel contrastare la capacità dell’area di rinnovarsi, infiltrarsi nelle mobilitazioni sociali e sfruttare i conflitti globali come volano propagandistico. Le strategie di prevenzione dovrebbero concentrarsi in particolare sui giovani e sugli ambienti digitali, dove la radicalizzazione trova oggi il terreno più fertile. È altresì fondamentale promuovere, anche in ambito universitario, la diffusione e l’approfondimento delle tecniche di costruzione delle narrative, al fine di riconoscere e contrastare in modo più efficace i processi di manipolazione ideologica. Parallelamente, appare prioritario rafforzare la percezione di autorità e legittimità delle forze dell’ordine attraverso iniziative di comunicazione istituzionale e percorsi di formazione integrata, volti a consolidare il rapporto di fiducia con la società civile e ad accrescere la capacità di risposta strategica del sistema democratico.A graduate in Political Science and International Relations from Niccolò Cusano University, she is currently attending the Master's Degree in Middle East Analyst at the same university. She has taken various in-depth courses on Sub-Saharan Africa and international terrorism.





Sie Schreiben: “Die Zunahme von Gewaltepisoden, insbesondere in Italien und Griechenland, ….”. nota bene: ueber die Zunahme von Gewaltepisoden wie zum Beispiel Deutschland ist sehr wenig in der Oeffentlichkeit bekannt, auch weil diese und aehnliche Vorgaenge, wenn sie politisch relevant und politischen Ursprungs von den zustaendigen Organisation und in der Folge auch von der Presse verschwiegen werden. Ein wenig bekanntes Beispiel: Die Vereinbarung zwischen Deutscher Regierung (Schmidt), Sozialpartnern, Rundfunk, Fernsehen und Presse, ueber die terroristischen Aktionen der in den Siebziger Jahren in Deutschland so genannten “Roten Armee Fraktion” nicht mehr zu berichten.
Thank you Erik Rupp,
I talk about this group in my article on the topic of dehumanization as a communication strategy within extremist movements. Thank you for your comment, you can read the article at this link:
https://www.centromachiavelli.com/2025/09/08/la-disumanizzazione-come-strumento-dal-nazismo-agli-estremismi-contemporanei/