by Marton Aron Kovacs

Il Mathias Corvinus Collegium (MCC) e il Centro Studi Machiavelli hanno organizzato una conferenza sulla preminenza del diritto europeo. Il convegno internazionale ha radunato, nella Camera dei Deputati a Roma, partecipanti e relatori da Polonia, Spagna, Italia e Ungheria.

Il Centro Studi Machiavelli collabora abitualmente col MCC, un’istituzione educativa interdisciplinare di Budapest. Uno degli obiettivi che si pone il Machiavelli, tramite questa partnership, è quello di ricevere un’immagine credibile della situazione ungherese, spesso distorta dai media italiani ed internazionali.

La consapevolezza dell’annoso conflitto tra diritto UE e sistemi giuridici degli Stati membri è stata ridestata dalla recente decisione della Corte Costituzionale polacca. La discussione ha messo in risalto come si tratti non d’un nuovo conflitto, ma d’uno che rimane irrisolto da decenni e interessa diversi Paesi europei. Si discute di primato del diritto UE almeno dal caso Costa v. Enel del 1964: il quale stabilì che, laddove vi fosse un conflitto da legge UE e legge nazionale, quella UE dovesse prevalere a prescindere che l’altra fosse stata adottata prima o dopo quella europea. Radica del problema è la questione se le corti costituzionali nazionali possano esaminare la conformità delle leggi UE alla costituzione nazionale.

Dal punto di vista della Commissione Europea, il diritto UE ha preminenza su quello nazionale, incluse le disposizioni costituzionali; inoltre le sentenze della Corte di Giustizia Europea sono vincolanti per tutte le autorità degli Stati membri, inclusi i tribunali nazionali. Ma molti capi di Stato, primi ministri, politici e giuristi ritengono che il dibattito non debba vertere tanto sulla “preminenza”, quanto sulla “competenza”. Non c’è dubbio che vi siano aree in cui leggi comuni europee sono essenziali per il funzionamento del mercato unico, ma le istituzioni UE tendono a estendere i propri poteri – senza emendare i trattati fondativi – ad aree in cui gli Stati non hanno trasferito loro alcuna competenza.

In rappresentanza del MCC al convegno ha partecipato Rodrigo Ballester, direttore del Centro per gli Studi Europei. V’erano poi politici della Lega (Giulio Centemero e Guglielmo Picchi) e di Fratelli d’Italia (Nicola Procaccini) e Tymoteusz Zych, dirigente del Collegium Intermarium di Varsavia. Anche Francesco Giubilei, presidente di “Nazione Futura”, ha condiviso le sue opinioni coi partecipanti.

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Guglielmo Picchi ha dichiarato di voler smascherare le false narrative spinte dai media di sinistra europei. La Lega considera proprio dovere informare cittadini e politici sulla situazione in Ungheria e Polonia. L’Europa sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote dei leader politici che rifiutano di seguire la linea imposta da Bruxelles. Picchi, ex sottosegretario agli Affari Esteri, ha aggiunto che alcuni burocrati europei stanno provando a imporre un processo d’integrazione che suscita resistenze tra i cittadini: “Ma pensiamo sia importante che, grazie alla ricerca scientifica di centri accademici e pensatoi, le nazioni interessate possano rifiutare con fermezza le ambizioni egemoniche dell’Unione Europea”.

I relatori hanno concordato che si debba focalizzare il dibattito sulle competenze e non sulla preminenza. “Tutto ciò che non è stato conferito all’UE appartiene agli Stati membri”, ha tuittato Rodrigo Ballester dopo il dibattito.

Daniele Scalea, presidente del Centro Studi Machiavelli, ha sottolineato che i governi di questi Paesi non sono anti-europei, ma stanno semplicemente resistendo a quella che percepiscono come un’invasione di campo da parte dell’UE. Ha espresso poi soddisfazione per il rapporto col prestigioso MCC, ormai un punto di riferimento per i conservatori di tutto il mondo.

Dopo il successo di questo evento gli organizzatori si sono ripromessi di proseguire la collaborazione e dare vita a nuove iniziative, che possano radunare analisti, filosofi, politici e giuristi da tutta Europa. Il dialogo deve continuare e dare i suoi frutti.

Marton Aron Kovacs

MCC Fellow presso il Centro Studi Machiavelli. Studente di legge all'Università Cattolica Pázmány Péter, è project manager di "RoLink Biotechnology".