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Una minoranza culturale e politica influenza pesantemente la società, la politica e l’economia dell’Italia. Lo denuncia Stelio Fergola in “Il Feudo”, un saggio politico che ha il grande merito di ravvivare l’attenzione su un tema fondamentale per il nostro Paese: la crisi dell’identità nazionale italiana e l’annessa questione della sovranità nazionale. Il testo, edito da Solfanelli (Pp. 218 – € 15,00) a fine 2024, è sempre lucido e supportato da un’ampia mole di riferimenti storici, politici e culturali, per una pregevole alternanza di analisi storiche e riflessioni personali, che accompagnano il lettore in una rilettura e in una riscoperta di ciò che è oggi la società italiana.

Il Feudo

Nella sua disamina cronologica degli eventi, delle scelte e degli uomini che hanno deliberatamente contribuito alla marginalizzazione del concetto di Patria, Fergola traccia le fasi del processo portato avanti da un’élite culturale, un vero e proprio Feudo per l’appunto, in grado di muovere le leve del potere senza nascondersi alle “masse” ma senza tuttavia esserne parte. Un processo che, per Fergola, ha avuto e continua ad avere l’obiettivo di promuovere tra i nostri connazionali un senso di sfiducia sia verso sé stessi sia verso le proprie comuni radici nazionali, e ai quali non resterebbe poi nient’altro che abbracciare – con sommo senso di inferiorità – il globalismo e l’europeismo promossi dal Feudo.

In questo senso, il concetto di egemonia culturale, di cui spesso si abusa senza capirlo fino in fondo, acquista ne “Il Feudo” un senso autentico, rivelandosi una valida categoria attraverso cui analizzare un processo cominciato già nel Risorgimento e che, nella condivisibile analisi di Fergola, ha subito un’accelerazione a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Dalla Chiesa Cattolica ai comunisti di ieri, ai liberisti e ai post-comunisti di oggi, senza dimenticare una certa destra a mo’ di utile idiota, Fergola fa luce su tutti gli agenti di tale processo, accomunati da un volontario rifiuto della narrazione patriottica, nel tentativo di conformare l’Italia a modelli esterni.

Un’egemonia molto più che culturale, che si concretizza in una trasversale, aperta e palese infiltrazione nelle istituzioni, raggiunta con particolare efficacia nei confronti di media e magistratura, validi esempi di come il Feudo sia in grado di dirigere l’azione istituzionale, pur rappresentando numericamente la minoranza degli appartenenti al gruppo sociale di volta in volta occupato.

“Il Feudo” è sicuramente un libro che non lascia indifferenti. Il lavoro di Fergola rappresenta un contributo significativo sui temi che inquadra, ed è capace di invitare i lettori a interrogarsi sul proprio rapporto con l’Italia e la propria identità. “Il Feudo” può e deve stimolare il dibattito attorno al tema della carenza/perdita di sovranità nazionale e dell’amor patrio in Italia. Il tentativo – riuscito – dell’autore di interpretare la storia recente italiana attraverso una lente critica e anticonformista, solleva infatti domande importanti sul rapporto tra nazione e globalizzazione, sul ruolo delle élite e sui meccanismi di rappresentanza democratica. Questioni che, all’alba del 2025, paiono più che mai esistenziali nelle sempre più isteriche e slegate società occidentali.

Foto: Pietro Motta via flickr

Le opinioni espresse negli articoli del Belfablog sono quelle dei rispettivi autori e potrebbero non rispecchiare le posizioni del Centro Studi Machiavelli.

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Laurea triennale in Comunicazione, editoria e giornalismo (Università Sapienza di Roma), laurea magistrale in Comunicazione d'impresa (Università di Salerno), corso post-laurea in Economia (Università di Parma). Si occupa di marketing e sviluppo commerciale in Italia per una piccola impresa estera. Appassionato di sociologia, media e politica, studia i fenomeni culturali e subculturali emergenti tra i giovani occidentali.