di Simone Billi

Già nella scorsa legislatura il governo e il ministero dello Sviluppo Economico, a cui faceva capo l’Ufficio italiano Brevetti e Marchi (UIBM), guidato dall’allora ministro Gianfranco Giorgetti, avevano deciso di inserire la riforma sulla proprietà industriale (PI) nel PNRR, poiché rientra tra gli obiettivi per promuovere e fungere da volano alla crescita economica per il Paese.

L’Unione Europea individua cinque macro-obiettivi sulla proprietà industriale: 1. Migliorare l’accessibilità al sistema di protezione; 2. Incentivare l’uso e la diffusione, in particolare da parte delle PMI; 3. Facilitare l’accesso ai brevetti e la loro conoscenza; 4. Garantire un rispetto rigoroso della normativa per contrastare la contraffazione e la pirateria; 5. Rafforzare il ruolo dell’Italia nei connessi europei ed internazionali. Pertanto “un moderno sistema di protezione della proprietà industriale” rappresenta un elemento centrale nella definizione di una strategia di sviluppo e di politica industriale per promuovere la crescita economica del Paese.

Il governo ha inteso portare avanti, in continuità con il precedente governo, la strategia italiana sulla proprietà industriale con un piano triennale, per promuovere la cultura dell’innovazione e gli strumenti di tutela e valorizzazione della proprietà industriale. Il Piano individua i macro-obiettivi, ripresi e sviluppati dalle indicazioni della Commissione Europea, adattandole al contesto nazionale, che ho il piacere di esporvi per completezza. Il primo macro-obbiettivo è il miglioramento dell’accesso alla PI, e semplificando le procedure grazie anche all’aiuto dato dalla digitalizzazione.

Il secondo macro-obbiettivo è quello di incentivare le imprese (soprattutto le PMI) e le università a sfruttare meglio le opportunità offerte dalla PI. Il terzo macro-obbiettivo vuole promuovere l’accesso e la conoscenza agli strumenti di PI, attraverso la verifica delle possibilità di accesso alla PI in situazioni di crisi, privilegiando gli accordi volontari e mettendo a disposizione le informazioni relative ai brevetti. Il quarto macro-obbiettivo invece riguarda il miglioramento della lotta alla contraffazione e alla pirateria. Inoltre, con questo Disegno di Legge il governo ha puntato a migliorare le procedure internazionali che hanno un impatto nel Paese, come il Brevetto Unitario e il PCT (Patent Cooperation Treaty).

Questi sono i numeri nel 2021, per dare un quadro della situazione sulla PI nel nostro paese e sul lavoro svolto dal ministero e dall’UIBM:

– 186 mila unità il numero complessivo dei depositi di domande di titoli di Proprietà Industriale (PI) e di istanze ad esse collegate, emessi dall’UIBM;

–  novemila i brevetti nazionali concessi;

– 11 mila i brevetti nazionali depositati (circa 9.000 nel 2017), con una tendenza di crescita nonostante la pandemia;

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– 70.916 le registrazioni di marchio depositate all’UIBM (circa 60.000 nel 2017);

– voglio inoltre ricordare i 218 marchi storici di interesse nazionale registrati, in totale, dall’istituzione del Registro nell’aprile 2020, sono 230 le registrazioni;

– Nel periodo 2008-2019 quasi 185 mila sono stati i sequestri e 570 milioni i pezzi sequestrati con riferimento alla contraffazione, per un valore complessivo stimato di oltre 5,804 miliardi di Euro sottratti al circuito illegale.

Veniamo al disegno di legge sulle modifiche al codice della proprietà industriale. Esso prevede 32 articoli. I principali riguardano le invenzioni realizzate nell’ambito di Università o enti pubblici. Viene previsto che la titolarità di un brevetto spetti all’università o all’amministrazione a cui fa capo l’inventore. Degno di nota è il fatto che negli Stati Uniti il trasferimento delle attività finanziate dal governo federale alle università e agli istituti di ricerca, il cosiddetto Bayh-Dole Act del 1980, viene considerato uno dei fattori chiave della crescita economica e tecnologica del paese. Un altro importante sviluppo della normativa che mi preme sottolineare è la possibilità di pagamento dei diritti in modo tardivo, con eventuali soprattasse, come avviene nella maggior parte delle legislazioni dei paesi europei.

Ci sono poi il rafforzamento del controllo preventivo sulle domande di brevetto utili per la difesa del Paese e il divieto di registrazione di marchi evocativi di Indicazioni Geografiche e Denominazioni di Origine Protette. Inoltre, sono state approntate diverse semplificazioni del deposito telematico e dei servizi digitali. Diverse sono le norme di coordinamento e adeguamento delle procedure e le revisioni degli importi per rendere più esteso l’utilizzo del bollo digitale.

Un grazie deve andare ai deputati della commissione Attività Produttive, di questa e della scorsa legislatura, per il lavoro fatto per recepire i numerosi contributi di associazioni imprenditoriali, università ed esperti del settore.

Deputato eletto alla Camera nella Circoscrizione Estero - Europa. Capogruppo della Lega nella Commissione Affari Esteri e presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo. Laureato in Ingegneria industriale è dirigente nel settore della proprietà intellettuale.